SalTo18: Un mondo ancora possibile

Si è aperta col botto questa nuova edizione del Salone del Libro, che nel giro di 3 giorni ha superato i 20 mila ingressi giornalieri. Il turbolento dissidio con Tempo di Libri (Milano) sembra avere avuto un impatto positivo sul Salone che, oggi, è arrivato alla sua 31esima edizione, raggiungendo numeri da record. 


La coda all’ingresso si riversa sulle code presenti all’uscita dagli affollatissimi stand e dalle sale in cui avvengono gli incontri con le più grandi figure del mondo letterario italiano – e non solo. 

La proposta di quest’anno vede intrecciarsi diversi fili tematici, in riferimento alla celebrazione di diversi anniversari, come i 40 anni dalla morte di Aldo Moro, a cui si è dedicato l’incontro con Stefano Massini “Sogni e incubi del presente: Sigmund Freud parla del sequestro Moro”, o il cinquantenario del ’68, celebrato nell’incontro con Paola Zannoner “Il sogno del ’68 compie 50 anni”.

I percorsi tematici che quest’anno il Salone decide di intraprendere tuttavia si spostano da un’area meramente politica ampliandosi verso orizzonti sempre nuovi. Domande esistenziali come “Chi voglio essere?”, “Perché mi serve un nemico?”, “Dove mi portano spiritualità e scienza?” si stagliano tra l’uno e l’altro incontro a cui i numerosi spettatori assistono estasiati, e per cui si fanno le code più folli.


L’aspetto meramente culturale, ancora una volta, viene ampiamente esplorato con proposte non solo letterarie ma anche artistiche. Molti incontri dedicati a David Foster Wallace, a 10 anni dalla sua scomparsa, riportano in vita il genio dell’autore americano, ricordato in una lectio magistralis di Christian Raimo e in un’ulteriore conferenza a lui interamente dedicata.

La Sala Filadelfia, inoltre, propone letture e lezioni magistrali sui grandi classici come anche fa la Sala della poesia, che prevede letture di poeti più o meno noti. Alla lettura di Gita al Faro di Virginia Woolf si aggiunge quella di Honoré di Balzac, a cui seguiranno, nei prossimi giorni, altri protagonisti della letteratura di tutti i tempi come James Joyce e Ernest Hemingway.


Tra le numerose sale che costellano la mappa dei nostri 4 Padiglioni a spiccare è la Sala Editoria, che propone incontri volti ad analizzare un problema molto comune a tutti gli autori contemporanei: se i lettori in Italia diminuiscono massivamente, la proposta continua a essere alta, e la competizione ancora di più. Il mondo delle case editrici si rinnova continuamente, specie in un mondo sempre più influenzato dal digitale.

Di fronte a un Salone come quello a cui stiamo assistendo in questi giorni, che vede la presenza di case editrici storiche come Feltrinelli, Mondadori, Rizzoli, Treccani e molte altre ancora, non possiamo che rimanere quantomeno perplessi riguardo a quanto dicono le statistiche sul calo di lettori che si sta verificando negli ultimi anni. I libri rischiano davvero di finire nel dimenticatoio, in un’epoca sempre più materialista che privilegia più l’aspetto pratico delle nostre vite in confronto a quello riflessivo o, se vogliamo, spirituale.


Eventi come quello del Salone ci permettono di venire a stretto contatto con un mondo che troppo spesso diamo per scontato, ma che merita la premura e la dedizione che in anni di letteratura hanno fatto fiorire opere grandiose, che non sono solo un mero sfogo psicologico di singole entità, ma un riflesso autentico e veritiero di ciò che è la realtà in cui viviamo tutti i giorni, quella più intrinseca, quotidiana, genuina. Ad essa, come a noi stessi, non sempre prestiamo attenzione: il Salone del Libro è uno di quegli eventi che ci spinge a farlo, almeno per un weekend. 





Fonti immagini:
Alice Bertolini