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Walden, ovvero vita nei boschi. La libertà della natura

Nel 1845 Thoreau scrive “Walden, ovvero vita nei boschi”, il tentativo di raccontare al mondo intero la ricerca dell’equilibrio tra uomo e natura.

L’opera è il resoconto dell’avventura dell’autore che ha vissuto per due anni due mesi e due giorni in una capanna costruita con tronchi d’albero in un bosco a Concord, nel Massachusetts, sulle sponde del lago Walden. 

Il racconto nasce dal presupposto che l’uomo è spesso infelice per via della società in cui vive, che con le sue regole e i suoi ideali imprigiona la libertà individuale. Decidere di abbandonare problemi, affanno per carriera lavorativa e incessante ricerca della felicità collegata al denaro è l’unico modo che l’uomo ha per ritrovare se stesso.

« Solo quando ci siamo perduti, in altre parole, solo quando abbiamo perduto il mondo, cominciamo a trovare noi stessi, e a capire dove siamo, e l’infinita ampiezza delle nostre relazioni. »

Ispirato anche dal movimento filosofico del trascendentalismo, Thoreau è convinto che l’uomo sia l’artefice del proprio destino e per questo è deciso a cercare la felicità nelle piccole cose che si traduce nel pieno e semplice contatto con la natura.
Nelle pagine vengono presentate le emozioni di vivere immersi nella natura, la bellezza estetica dei paesaggi, l’armonia del bosco incontaminato. In questo paesaggio idilliaco l’uomo è lontano da stress e preoccupazione ed è in grado di dedicare mente e corpo alla contemplazione e meditazione della felicità.

Walden è l’alternativa ad una società industriale, è l’emblema della libertà, delle sensazioni semplici, del piacere di vivere le “piccole cose” come l’odore delle foglie bagnate, il cambiare delle stagioni, il rumore notturno degli animali, la bellezza della natura.


"Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici [...]"