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Zeitoun, gli occhi della memoria

28 agosto 2005 l’Uragano Katrina si abbatte sulla città di New Orleans.
I cittadini americani sono colpiti dalla più devastante catastrofe atmosferica in termini economici e di morti.
La città, completamente sommersa, vede intere famiglie abbandonare le proprie abitazioni, vite spezzarsi, cadaveri e detriti galleggiare per le strade ormai trasformate in fiumi in piena.

Questo è lo scenario in cui si svolge Zeitoun.
La storia di un uomo che decide di non seguire la propria famiglia in Texas, che decide di non scappare dalla devastazione, ma di rimanere nella propria città, nella propria casa per difendere i sacrifici di una vita intera. Abdulrahman Zeitoun ci presenta, attraverso i suoi occhi, la drammatica e surreale atmosfera di distruzione e devastazione.

Navigando per la città attraverso una canoa, Zeitoun si accorge di non essere l’unico supersiste: feriti, sopravvissuti, cani continuano ad “abitare” quelle case ormai sommerse dal fango. L’uomo si impegna a portare cibo ed aiuti a quelle persone, per cercare di diffondere speranza e forza.

Il racconto ha un punto di svolta quando, i primi di settembre, Zeitoun “scompare”. In seguito alla ricerche di ritrovamento iniziano i primi problemi, dovuti ai tratti somatici dell’uomo e alle sue origini. Zeitoun infatti è un americano islamico, di origini siriane.

Il terrore e l’odio che ha scosso l’intera America in seguito all’attentato dell’11 settembre sembra riemergere più forte di prima. Quando gli agenti della Guardia Nazionale trovano Abdulrahman nella propria casa, dopo aver consultato la sua carta di identità, non credono che egli sia realmente il proprietario e lo arrestano.
Trasportato nella prigione della stazione dei bus, guardato a vista da poliziotti e ex soldati reduci dell’Iraq, Zeitoun si accorgerà di quanto sia difficile sentirsi americano quando gli occhi accusatori delle guardie ti considerano un talebano.

La narrazione della tragedia si amalgama alla disperazione e alla difficoltà di essere un arabo che vive in America dopo l’attentato alle Torri Gemelle.

Attraverso la precisione e leggerezza della sua penna l’autore riesce a far immedesimare i lettori nella vita del protagonista, attraversando le vie di New Orleans sulla sua canoa tra fango, cadaveri, pregiudizi e discriminazioni.