Da avvocato a modella: superate i vostri limiti!

Frizzantezza, resilienza e voglia di reinventarsi. Volendo descrivere la modella Indira con tre parole, queste sono sicuramente molto azzeccate. Abbiamo avuto modo di incontrarla e di intervistarla all’evento HOAS-“History Of a Style” a Torino e, fra il periodo buio che sta attraversando il suo paese d’origine, il Venezuela, e la sua vita che è ripartita da zero, la chiacchierata è stata molto ricca e profonda. 
Curiosi? Non vi resta che proseguire con la lettura!
 

Presentati in breve: chi sei/di cosa ti occupi principalmente?

Sono Indira Acosta Arismendi e sono una ragazza venezuelana. Nel mio paese d’origine ho conseguito la laurea in giurisprudenza, che mi ha concesso di lavorare come avvocato. Tuttavia, la vita mi ha portato a percorrere una nuova strada ed è così che ho cominciato a posare e sfilare come modella. Sono due professioni molto diverse, ma questo insegna quanto sia importante non imporsi mai troppi limiti e reinventarsi e scoprirsi sempre.




Ci racconti un po’ che cosa ti affascina del tuo lavoro e come sei diventata modella?

Del mio lavoro mi affascina la cura e la ricerca del dettaglio: è interessante vedere come ogni piccolo componente, da un angolo non ben illuminato a una piega su un vestito, sia fondamentale per far sì che la foto comunichi un certo messaggio. Ogni shooting è diverso dall’altro ed è impossibile non rimanerne affascinati. Mi sento molto fortunata per tutte queste opportunità e per i tanti progetti che dovrò ancora realizzare in questo periodo…Non lo avrei mai immaginato, contando che tutto ciò è iniziato per caso dopo la pubblicazione di qualche foto delle vacanze estive sui social. In passato ho avuto qualche esperienza come modella, ma ora, con le proposte dei fotografi che si sono fatte sempre più numerose, questa passione è diventata un vero e proprio lavoro.




Quando esci normalmente fai attenzione a vestirti alla moda?

Non sono una ragazza che ama indossare abiti trendy. Mi vesto in modo semplice, com’è semplice anche il mio trucco. Al giorno d’oggi le donne si trovano a dover accontentare le esigenze “dettate” dalla società e per quanto possibile cerco di essere un esempio che va controcorrente: ognuno di noi deve esprimere se stesso liberamente senza regole o imposizioni.


A proposito, è questo il messaggio che cerchi di trasmettere a chi ti segue sui social?

Ho conosciuto mio marito in Venezuela e ora vivo con lui ad Asti, città in cui ho ricominciato tutto da zero. Di certo è dura qui in Italia perché sento il peso di essere donna, “straniera” e anche modella. Nonostante i pregiudizi e le incertezze sul futuro, sono qui a godermi ogni giorno e a trasmettere messaggi positivi: bisogna essere determinati, risollevarsi e soprattutto reinventarsi ogni qualvolta sia necessario. Dobbiamo brillare e soprattutto essere orgogliosi di ciò che siamo, inseguendo i nostri talenti. A testa alta!





Passando ad un altro argomento, hai voglia di parlarci del Venezuela e del periodo che sta attraversando in questo momento?

Il mio paese in questo momento sta attraversando un momento di grave crisi. La situazione non è mai stata delle migliori ma, con l’arrivo di Maduro, tutto è peggiorato. Si tratta di un ex autista che in quanto tale non possiede un CV adatto a governare un paese, già caratterizzato da corruzione e povertà. Questo gennaio ha vinto di nuovo le elezioni, che però sono state oggetto di non pochi brogli, con cabine elettorali isolate e un sistema di votazione elettronico facilmente manipolabile. Per questo motivo l’Assemblea Nazionale ha dichiarato invalida la sua vittoria e ha nominato Juan Guaidò presidente del Venezuela ad interim, con l’obiettivo di chiedere nuove elezioni. Dunque, non si è autoproclamato come si afferma erroneamente sui media. Tuttavia, Maduro è riconosciuto Presidente dall'Assemblea nazionale costituente, quindi il mio paese si trova diviso in due e in una situazione politica alquanto instabile che si sta riversando sulla popolazione. L’inflazione e la conseguente svalutazione della moneta sono insostenibili: basti pensare che al cambio 1 chilo di cipolle costa circa 7 dollari e uno stipendio buono oggi è sui 12/15 dollari, quindi potete capire quanto sia difficile condurre una vita normale e quanto sia complicato inviare denaro ai propri cari con questa moneta altalenante. Insomma, nessuno sta bene e tutti stanno cercando di scappare in qualche modo, con non pochi problemi: è pieno di posti di blocco pericolosi che puoi superare soltanto pagando ed è facile trovarsi in situazioni in cui il fucile ti viene puntato alla testa. Anche gli aiuti umanitari non sono serviti a molto, in quanto i medicinali e i beni di prima necessità vengono venduti senza pudore dagli uomini in divisa, al posto di essere distribuiti gratuitamente. La gente è costretta a prelevare acqua da fiumi e torrenti inquinati, si muore per un’appendicite e per malattie curabili con una semplice cura antibiotica. È tutto un gatto che si morde la coda, ma deve partire qualcosa dall’alto, perché con l’indifferenza non si va da nessuna parte.

L'intervista è terminata, ma potete scoprire di più su di lei seguendola sui social e guardando i suoi meravigliosi scatti su Instagram (@_indiraacosta).
Shake Your Mind!

Fonti (immagini):
Le foto (compresa la copertina) sono state gentilmente concesse da Nicola Sterlacci

PER APPROFONDIRE:

- "Cosa accade in Venezuela?", Gazzetta Filosoficahttps://www.gazzettafilosofica.net/2019-1/aprile/cosa-accade-in-venezuela/