Madame Butterfly: foto e moda al Castello Marchesi Romagnano




Domenica 6 ottobre 2019 si è tenuto un altro appuntamento di Scatti Reali, che questa volta vede protagonisti i poncho di Roberto Novarese, Margaryta Prykydyeva e il Castello di Romagnano, Virle (To).

Per chi ha già partecipato a questi eventi sarà facile ricordare l’accostamento sempre innovativo di abiti e creazioni esclusive, con la maestosità senza tempo degli edifici storici che li ospitano.

L'idea nasce da Carlotta Cecchetto, una ragazza di 21 anni che dopo aver partecipato a diversi concorsi nazionali ed esperienze come fotomodella ha deciso di organizzare uno shooting tutto suo presso Palazzotto Juva.

" In molti hanno partecipato incuriositi dall'evento, rimanendo stupiti. Ho deciso allora di portare il mio concept in altre dimore storiche, perché il nostro Piemonte possiede un ricco patrimonio culturale tutto da scoprire" , ci dice Carlotta.
Sono seguiti allora eventi presso Casa Lajolo, Castello di Osasco, Castello di Marchierù.

Ma torniamo al Castello dei Marchesi Romagnano!


Entrati nel Castello siamo stati immersi in una realtà lontana dal caos cittadino, dipinta di una fiabesca magia, grazie alle decorazioni di Miruna: fiori giganti, farfalle e cerchietti di tutti i colori.

Come hai realizzato queste decorazioni?
Alcune rose che ho composto sono fatte di carta pesta, altre in gomma eva. Per avere questo risultato ho ritagliato i materiali in diversi pezzi e poi ho assemblato il tutto. La base è composta da tubi di ferro rivestiti di carta che sorreggono la composizione di fiori. Per questo evento ho creato anche dei cerchietti in raso, materiale che utilizzo anche per abbellire posate e altri oggetti. Uso soprattutto la carta, ma in generale penso che tutto ciò che si possa lavorare con le mani abbia del potenziale per diventare qualcosa di speciale.

Com’è nata quest’idea?
Da quando è nata mia figlia ho cominciato a creare fiori da applicare sui capelli e di lì non mi sono più fermata. Man mano le rose sono diventate sempre più grosse: quelle che vedete sono le più grandi che io abbia mai composto!


Proseguendo la nostra passeggiata, tra fiori giganti e tavolini da tè, incontriamo Francesca Dellacasa, una delle proprietarie del Castello. Laureata in architettura, ha effettuato ricerche sull’edificio scoprendone, oltre alla storia, anche vicende curiose.  

Il Castello dei Marchesi Romagnano risale al 1300 circa, ma dalle carte storiche sappiamo che fu fondato prima, intorno all’anno 1000. C’era anche un mulino, motivo per il quale agli inizi del ‘900 la mia famiglia, essendo molto numerosa, lo comprò.

Alla fine del ‘600 il castello è stato semidistrutto durante la battaglia della Marsaglia e la ricostruzione avvenne tra il 1700 e il 1750, si suppone a cura dell’architetto Francesco Gallo. Prospicente alla facciata era presente un ponte levatoio in asse con via Portassa e alla torre d’ingresso al ricetto all’interno del quale c’era il castello e le case degli abitanti di Virle. Le mura intorno al ricetto sono andate distrutte, ma sono rimasti gli edifici. 

Abbiamo notato che c’è un altro castello a fianco a questo, per quale motivo? Il motivo è semplice. Intorno al 1300 i Savoia Acaja possedevano una parte dei territori di Virle Piemonte. Una porzione di queste aree venne donata ai conti Asinari, nobili di origine astigiana, poiché essi avevano prestato dei servigi ai Savoia Acaja. Il problema fu che questi territori erano occupati dai Marchesi Romagnano, che non erano stati avvertiti della donazione. Dopo varie trattative il territorio fu diviso per un quarto ai conti Asinari e per tre quarti ai Romagnano. I due castelli sono separati da una chiesa che ha ingressi privati per le cappelle delle rispettive famiglie. 

Come viene utilizzato il castello oggi? 
Da 3 anni la parte più storica e artisticamente significativa del Castello è aperta al pubblico nelle ultime domeniche del mese, da maggio a settembre, e l’edificio è iscritto nel circuito delle dimore storiche del pinerolese, inoltre vengono organizzati diversi eventi per promuovere la storia del Castello. 



Dopo esserci immersi nella storia del Castello siamo pronti per farci travolgere dall’innovazione e scoprire cosa ha ispirato gli stilisti nella creazione dei loro abiti. Non passa inosservato lo stilista Roberto Novarese… 

Come nasce la tua collezione? 
Premetto che non faccio collezioni, sono uno stilista particolare e amo creare pezzi unici. Mi lascio ispirare, non eseguo disegni, parto direttamente dalla materia. Il tessuto che prediligo è la seta, ma utilizzo anche cotone e viscosa. 

A cosa s’ispira Madama Butterly? 
I miei poncho assomigliano a delle farfalle e a dei kimono d’ispirazione giapponese. Kaftani a sacco e sciarpe. Uso due fantasie e tre colori e faccio patch-work. I più grandi sono 135-165 cm, partono dalle spalle e terminano sui polsi. 

Come è iniziata la tua carriera di stilista? 
Ho fatto visual marketing, vetrinista, e successivamente ho creato il mio brand 11 anni fa con le t-shirt, evolvendomi in abiti e collezioni fino al 2012, ma non amo gli schemi e dopo poco tempo ho deciso di creare pezzi unici. Ho rivoluzionato il poncho anni ’70, perché penso che lasciando una parte posteriore più lunga l’effetto visivo cambia completamente: svolazzando si crea un’immagine unica. 

È la prima volta che partecipi a eventi con il pubblico? 
Con i fotografi e Carlotta per eventi del genere sì, ma ho anche partecipato due volte alla Torino fashion week e due a Barolo fashion show. L’ultimo evento è stato il Salon de la mode alla fashion week di Milano. 


Completamente diverse le creazioni di Margaryta Prykydyeva, origini russe (Siberia), è una costumista di abiti storici. Ha frequentato un corso professionale alla Corsetteria Antica a Pisa in una sartoria teatrale. In Italia da 20 anni, vive da 3 anni a Milano. Ama girovagare e per questo partecipa anche a eventi di danze ottocentesche in palazzi reali. Il centro del suo lavoro sono gli abiti risorgimentali dal 1840 al 1860. In quel periodo le dame indossavano guanti bianchi, calzoni sotto ginocchio e corpetto vittoriano, sotto il quale veniva indossata anche una camicetta di lino. La famosa “gabbia” era indispensabile per la struttura del vestito. Le ragazze più giovani indossavano colori tenui, mentre le dame intorno ai 40 anni – età in cui potevano essere già vedove – indossavano tonalità più scure, come il viola o il nero. 

Margaryta è molto legata ai suoi abiti, per questo motivo preferisce fornire un servizio di noleggio. 

Sto vivendo il sogno che avevo fin da bambina: sentirmi una principessa!

Anche noi ci siamo sentiti immersi in una favola, che prende vita dalla storia e si rinnova con la fantasia di tutti gli artisti che hanno partecipato, per rimanere infine impressa negli scatti dei fotografi, ognuno dei quali ci regala una diversa prospettiva. 


In attesa del prossimo Scatti Reali non ci resta che riguardare le foto più belle!  




Nel video scatti realizzati da (in ordine di apparizione):
Davide Zanero, Fabio Sportaiuolo, Federico Mo, Janardhan Satya, Marco Savio, Massimo Casilli.


Shake Your Mind!

CREDITS
Organizzazione - Carlotta Cecchetto
Decorazioni e accessori - Miruna Moderat Flowers
Roberto Novarese - Facebook e Instagram
Margarina Prykydyeva - Facebook

Copertina: Raluca Neamtu
Foto: Marco Savio - marcosavioart

Hanno contribuito all'articolo:
Lavinia Crivellari, Irene Fascio, Elena Massa .

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