Immagine Header

API, MIGLIORI AMICHE DELL'UOMO

di Irene Conte per redazione Post Spritzum

Se le api scomparissero dalla faccia della Terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita” Albert Einstein.
 
Se le api dovessero estinguersi l’umanità rischierebbe una carestia a livello mondiale. Un pericolo sempre più reale, se si considera che in Italia le api sono già diminuite del 40-50%. Giorgio Celli, docente all’Istituto di Entomologia “Guido Grandi” nell’Università di Bologna, spiega: “la scomparsa delle api avrebbe come effetto immediato una grave crisi nell’agricoltura, che portata alle estreme conseguenze potrebbe causare una carestia mondiale”.

Anche Hubert Ciacci, presidente della “Settimana del Miele”, è pessimista: “se le api scompaiono saremmo costretti ad impollinare a mano molte coltivazioni, come già accade in certe zone della Cina in cui le api sono ormai estinte. Ogni giorno migliaia di braccianti agricoli si armano di piccoli pennelli e salgono sugli alberi per fare il lavoro delle api. La conseguenza inevitabile sarebbe ovviamente una folle impennata dei prezzi di frutta e verdura: una mela così prodotta potrebbe costare anche 50 euro”.
Inoltre le api sono utili anche per la produzione di carne, grazie all’azione impollinatrice che svolgono nei confronti delle colture foraggere, fondamentali per i prati destinati agli animali da allevamento. 

L’Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services (IPBES), il 26 febbraio ha emesso il suo primo report sul declino della biodiversità degli insetti impollinatori: “il nostro cibo dipende dagli insetti impollinatori che sono sotto minaccia”. Il 90% dei fiori selvatici e il 75% della produzione alimentare dipende dagli insetti impollinatori.
È dunque di primaria importanza diminuire l’uso indiscriminato di pesticidi, proprio per contenere la perdita di questi insetti. In Europa la mortalità delle colonie di api è stata in media di circa il 20%. Nel nostro paese, le perdite di api e delle loro intere colonie sono diffuse su tutto il territorio nazionale con particolare frequenza nel nord. In Italia si impiega oltre un terzo del totale degli insetticidi utilizzati nell’intera Europa.

Inoltre le api sono vittima del cambiamento climatico, della perdita di biodiversità, della minore disponibilità di cibo e habitat a causa dei paesaggi agricoli sempre più ripetitivi: negli ultimi 50 anni, urbanizzazione e moderne tecniche agricole hanno fatto diminuire del 70% la biodiversità delle varietà coltivate e ridotto del 50% gli spazi naturali. Negli ultimi decenni, le api vengono selezionate per ottenere il massimo rendimento e questo le ha rese più vulnerabili, a differenza di quelle selvatiche.

Per spiegare cos'è l'apicoltura naturale, senza trattamenti preventivi o medicinali, Rossella Antinori e Darel Di Gregorio, hanno dato vita al documentario “Il tempo delle api”, che racconta la vita e il lavoro di due giovani apicoltori che seguono i ritmi naturali delle api e producono il miele rispettando la natura.
Per contribuire alla salvaguardia delle api, compralo dai produttori locali, che le allevano in maniera sostenibile, utilizzando rimedi naturali per la salute dell’alveare!
Per saperne di più sui danni da pesticidi, vai alla pagina 5 della Settimana Tematica.

Shake Your Mind!


FONTI TESTO