Aumento delle zanzare: colpa dell’uomo?

Se pensi di essere troppo piccolo per fare la differenza, prova a dormire con una zanzara. Dalai Lama

Con l’arrivo del caldo cominciano a tornare anche le zanzare e ce ne sono di tutti i tipi! Quanti di voi si sono imbattuti in questi fastidiosi insetti, che spesso riescono a pungerci anche attraverso i vestiti?
Non molti anni fa le zanzare erano perlopiù un inconveniente delle sere d’estate all’aperto, la maggior parte si concentrava vicino ai laghi o altre zone con presenza di acqua stagnante, ma adesso sembra essersi moltiplicato il numero e la varietà di questi esemplari, sempre più grandi nelle dimensioni.

Guardando nel “nostro piccolo” le cause di tale aumento possono essere legate ad attività quotidiane: nei giorni più caldi si bagnano spesso fiori e piante, creando un ristagno nei sottovasi. Inoltre gli orti, in aumento anche in città, dispongono di bidoni per la raccolta dell’acqua, un ambiente ideale per la deposizione delle uova.

Invece volgendo lo sguardo oltre il nostro giardino, potremo accorgerci di come l’aumento delle zanzare in città sia favorito dalla mancanza di predatori, come pesci e anfibi (anche essi in calo, come vedremo fra poco) che si nutrono di tali insetti nelle zone lacustri.
Inoltre è diminuito il numero di pipistrelli, che si cibano perlopiù di zanzare: a causa dell’inquinamento, della mancanza di rifugi sicuri e di ambienti in cui poter cacciare, sono diventati animali a rischio. È da tenere in considerazione anche un altro fattore: la costruzione di nuove case, che hanno preso il posto di vecchie abitazioni, nelle quali i pipistrelli erano soliti trovare riparo, tra una fessura e l’altra. Il problema potrebbe essere in parte risolto con l’istallazione delle cosiddette “bat box”, casette di legno da installare nei parchi, che posizionate in modo adeguato sugli alberi o alle pareti delle case, possono offrire riparo a questi animali.

Le zanzare hanno bisogno di acqua stagnante per deporre le loro uova ed ecco che l’ambiente perfetto possono essere le risaie o altre zone lacustri di campagna, in cui vivono anche gli anfibi che si cibano di tali insetti. Verrebbe da pensare che in queste zone il numero delle zanzare possa essere ridotto dalla presenza di una maggior quantità di predatori, ma non è esattamente così, perché l’uso di pesticidi sta mettendo a rischio anche questi animali.
Uno studio dell’università tedesca di Coblenza-Landau mostra come i comuni pesticidi usati in tutto il mondo siano estremamente tossici e in grado di uccidere rane e anfibi in meno di un’ora, anche nelle concentrazioni consentite dalla legge.
Persino un semplice fungicida come la pyraclostrobina, usato su un campione di 90 specie di piante, ha ucciso le rane in poco tempo, nonostante fosse stato utilizzato alle concentrazioni indicate sull’etichetta.

Shake Your Mind!


FONTI TESTO

FONTI IMMAGINI
pixabay.com