Consumo di carne: quali conseguenze sull'ambiente?



Il consumo di carne rossa è aumentato negli anni ed è il maggior responsabile del rischio di morte prematura, infatti i medici spesso consigliano di limitarne il consumo. I dati evidenziano come il 2,4% dei decessi è da ricondurre all’alimentazione, dato che sale al 5% nei paesi più ricchi, dove si consuma più carne. 

Oltre ai rischi per la salute ci sono quelli per l’ambiente: gli scienziati hanno sottolineato come la produzione di CO2 nell’aria, l’abbattimento di alberi per destinare le aree al pascolo, e la sempre maggior richiesta da parte dei consumatori, aggravano la situazione ambientale. 

Quello che preoccupa è l’aumento della popolazione: siamo più di 7 miliardi e fra qualche anno arriveremo inevitabilmente a 10 miliardi. La richiesta di carne aumenterà e sarà impossibile farvi fronte: l’aumento della produzione intensiva avrà sicuramente ricadute negative sull’ambiente. Gli allevamenti intensivi infatti minacciano l’ambiente: produzione di CO2, abbattimento delle foreste vicine per la destinazione di aree al pascolo, con conseguente mancanza di alberi in grado di assorbire carbonio, ingenti quantità di acqua per il bestiame. L’Ime (Istitution of Mechanical Engineers), società di ingegneria con sede a Londra, ha stimato che per produrre 1 kg di carne occorre una quantità d’acqua che varia dai 5mila ai 20mila litri, mentre per coltivare 1 kg di grano ne bastano dai 500 ai 4mila. 

Bisognerebbe cercare di diminuire il consumo di carne, introducendo i legumi, che aiutano la salute, diminuendo del 7% il tasso di mortalità. Gli esperti sono chiari sul punto: apparteniamo all’ultima generazione in grado di intervenire, prima che il sistema crolli.