Il lago di Tovel e la leggenda delle acque rosso sangue


Il lago di Tovel è un lago alpino della Val di Non, in provincia di Trento. Con una superficie di 370mila metri quadrati è uno dei più grandi bacini naturali, a ben 1178 m di altitudine.
Detto “lago degli orsi” per la presenza di alcuni orsi bruni nella valle, è noto anche come “lago rosso” per il fenomeno dell'arrossamento delle sue acque.

Le acque di colore verde e blu regalano incantevoli riflessi, soprattutto in autunno, ma anche d’inverno il lago sorprende i visitatori per lo spettacolo creato dalla neve, che ricopre di bianco il paesaggio. È un lago adatto a tutti: da chi ama camminare nella natura o pescare, a chi è appassionato di fotografia. La valle di Tovel offre scenari selvaggi, boschi incontaminati e numerose specie di animali selvatici. Nel bosco si possono ammirare anche le sculture realizzate dagli artisti del “Brenta Wood Art” su piante di pino, abete e larice.
A fare da cornice al lago sono le Dolomiti di Brenta, dichiarate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Il lago di Tovel si trova all’interno del “Parco Naturale Adamello Brenta”, che nel 2008 è entrato a far parte della rete europea e globale dei geoparchi, a conferma della straordinaria ricchezza del suo patrimonio geologico.


LA LEGGENDA DEL LAGO ROSSO
 
Un particolare spettacolo della natura, che ha attirato numerosi curiosi e studiosi, è il fenomeno delle acque rosse. Secondo la leggenda, viveva nella zona la principessa Tresenga, figlia dell’ultimo re di Ragoli. Era contesa da molti pretendenti, ma ella li rifiutò tutti. Uno di loro, Lavinto, re di Tuenno, non si rassegnò e quando le sue offerte vennero respinte per l'ennesima volta inviò un esercito contro Ragoli. Tresenga e il suo popolo si rifiutarono di sottomessi all'arrogante re di Tuenno e, seppur inferiori in forza e numero, risposero all'attacco. La battaglia ebbe luogo sulle rive del lago e vide i paesani di Ragoli soccombere sotto i colpi dei soldati di Tuenno. 
Tresenga alla fine trovò la morte per mano di Lavinto, che la uccise con un colpo di spada. 
Alla fine della battaglia il lago era rosso per il sangue dei morti.

Si dice che ogni estate le acque del lago si colorano di rosso per ricordare il coraggio degli abitanti di Ragoli e della loro principessa che ancora oggi, la notte, si siede sulle rive del lago a piangere per la sorte della sua gente, che invano aveva tentato di salvare.

Il surreale arrossamento del lago è da attribuire alla Tovellia sanguignea, un’alga presente nel lago che fioriva, colorando così le sue acque. Il tingersi delle acque era un evento molto raro che purtroppo non si ripete più dal 1964 e ancora oggi la scienza non è riuscita a spiegare la sparizione improvvisa di questo fenomeno.
Secondo alcuni, il lago avrebbe smesso di tingersi perché era finalmente giunto il momento di lasciare riposare in pace la principessa, il cui spirito è rimasto nel bosco per proteggere la popolazione, la flora e la fauna.

Un visita al lago di Tovel è d’obbligo per gli amanti della natura, ma anche delle leggende: si dice che nelle notti di luna piena si possa scorgere il fantasma della principessa Tresenga fluttuare sopra le acque del lago…

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