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JOYXEE ISLAND, l’isola fatta di bottiglie di plastica

di Irene Conte per redazione Post Spritzum 

Chi non ha mai desiderato avere un’isola tutta per sé? Purtroppo i prezzi delle isole non sono alla portata di tutti… 
"Perché dovrei comprarlo se già ce l'ho?", dice Richart Sowa, un ambientalista britannico di 64 anni, che ha creato un’isola tutta sua e ci vive con la fidanzata. 
Si chiama Joyxee Island, un’isola che galleggia nell’Oceano Pacifico a 30 metri dalla terra ferma, vicino a Cancun, in Messico ed è stata costruita prestando particolare attenzione alle tematiche ambientali

In sei anni Richart ha raccolto oltre 150mila bottiglie di plastica, che sono state messe in sacchi, 
fissati a pallet di legno, sabbia e terra sono state messe sulla parte superiore, creando una base per alberi e piante, quali zenzero, agave e fiori di ibisco. Non potevano mancare le mangrovie, le cui radici si snodano attraverso la rete dei sacchi e avvolgono le bottiglie, aiutando a mantenere il tutto legato insieme. C’è un particolare equilibrio per cui le piante e le bottiglie sono fondamentali per mantenere a galla l’isola e i rifiuti a loro volta sono essenziali per le piante: senza i pallet, i sacchi e le bottiglie, queste sprofonderebbero nell’acqua e morirebbero!  

Ma come fanno le mangrovie a vivere in acque con una salinità maggiore di quella che gran parte delle piante può tollerare? Alcune hanno filtri che impediscono al sale di penetrare nelle radici, altre specie lasciano entrare il sale e lo accumulano nelle foglie più vecchie che poi si staccano. Inoltre la maggioranza delle piante ha bisogno di un terreno ben ossigenato, mentre le mangrovie riescono a vivere in terreni impregnati d’acqua, questo grazie alle radici aeree, che si sviluppano al di sopra del terreno e sono in grado di prendere ossigeno direttamente dall’atmosfera. 

L’eco-paradiso di Richart ha tutte le comodità: c'è una casa a tre piani, elettricità, tre docce, una cucina, un bagno, una toilette ecologica, due camere da letto e addirittura una vasca idromassaggio. La casa è circondata anche da palme, alberi da frutto ed erbe commestibili. Non mancano opere d’arte realizzate con materiali riciclati. L’isola è collegata alla terraferma tramite un cordone che garantisce luce generata dal sole, acqua e connessione internet. L'artista raccoglie l'acqua piovana per il suo lavandino e sfrutta pannelli solari per cucinare. I suoi rifiuti umani, poi, diventano concime. Non si spreca nulla! 

Nel 1998 Richart aveva già realizzato, in una laguna nei pressi di Puerto Aventuras, un’altra isola fluttuante, Spiral Island: 250mila bottiglie di plastica, tenute insieme da reti sorrette da una struttura di compensato e bamboo. Sfortunatamente nel 2005 l'uragano Emily ha spazzato via tutto. Ma Sowa non si è arreso e nel 2009 si è rimesso al lavoro per costruire Joyxee che è stata classificata come "Eco Boat” ed è diventata un'attrazione per i turisti. 

Se anche tu sogni un’isola come quella di Richart, incomincia a mettere da parte le bottiglie di plastica e a raccogliere idee! 
Per maggiori spunti, qui trovi il video

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