La leggenda della zucca di Halloween

La prima cosa che vi viene in mente se dico Halloween? Scommetto che state pensando ad una zucca arancione con un ghigno sorridente, illuminato da una candela! Ma quanti conoscono la storia di questa usanza?
Halloween affonda le sue radici nelle festività romane o celtiche: si tratta del Samahain, il capodanno celtico che si celebra fra il 31 ottobre e l’1 novembre, oppure della Parentalia, nella quale i romani ricordavano i parenti defunti.
Secondo la tradizione anglosassone l’intaglio delle lanterne inizió in Irlanda e Scozia, dove si usavano principalmente le rape, per poi arrivare in Inghilterra. Quando gli irlandesi emigrarono negli Stati Uniti, ripresero la tradizione utilizzando delle zucche, che erano più facili da reperire.
La zucca è dunque un simbolo ricorrente di Halloween ed è legata alla leggenda di Jack O’ Lantern, il cui fantasma vaga disperato da quando è stato cacciato dall’inferno…

Stingy Jack era un fabbro astuto e ubriacone, famoso per le sue truffe e le notti all’osteria. Il Diavolo, incuriosito, uscì dagli inferi e andò in Irlanda per conoscerlo di persona. Il fabbro capì che era giunta la sua ora, ma non si perse d’animo e giocò d’astuzia: propose al Diavolo di andare a bere una birra insieme prima di scendere all’Inferno. Bevvero tutta la notte e giunto il momento di pagare Stingy Jack, che non aveva un soldo, convinse il Diavolo a offrirgli da bere.
Questi ingenuamente si trasformò in una moneta, ma Jack uscì dall’osteria senza pagare e infilò la moneta nella tasca, in cui era presente una croce d’argento, che impediva al Diavolo di riprendere le sue sembianze.
Il Diavolo era ormai in trappola e Jack ne approfittò per chiedere altri dieci anni di vita. Il Re degli Inferi fu obbligato ad accettare il patto, promise che sarebbe tornato e svanì.

Dopo dieci anni tornò a prendere l’anima del fabbro, che lo pregò di esaudire il suo ultimo desiderio: gli chiese di salire su un melo per prendergli un ultimo frutto da mangiare. Mentre il Diavolo stava salendo sull’albero, l’astuto Jack incise una croce nella corteccia del tronco. Anche questa volta il Demonio era in trappola e, in cambio della libertà, promise che avrebbe risparmiato la dannazione eterna all’anima del fabbro.

Quando Stingy Jack morì, dopo una vita di baldorie peccaminose, venne rifiutato in paradiso, dove San Pietro lo cacciò in malo modo e venne rifiutato anche all’inferno, in virtù del patto che il Diavolo aveva stipulato per scendere dall’albero.
Jack si lamentò di non aver un posto dove andare, fuori era buio e non aveva nemmeno una luce per vedere una strada. Il Diavolo allora gli lanciò un carbone ardente, che egli mise in una rapa che porta sempre con sé.
Da quel giorno l’anima dannata del fabbro vaga, con la sua lanterna, alla ricerca di una dimora…

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