Scompare la Barriera Corallina australiana



Lo sterminio dei coralli a causa del clima che cambia è avvenuto a più riprese con la fine dell'ultimo periodo glaciale, costretti a migrare dall'abbassamento e dall'innalzamento dei mari o soffocati dai sedimenti arrivati dalle inondazioni terrestri. Ma il ritmo del climate change attuale è molto più rapido rispetto al passato e non è detto che questa volta la Great Barrier Reef ce la faccia.

La Great Barrier Reef è la più grande barriera corallina nel mondo, composta da oltre 2.900 barriere coralline singole e da 900 isole ed è una delle più grandi attrazioni turistiche dell'Australia.



Nel 1768 il navigatore britannico James Cook partì per il suo primo viaggio nel Pacifico a bordo della HM Bark Endeavour. A James era stato chiesto di scoprire e tracciare la mappa del continente allora conosciuto come Terra Australis. Durante il suo viaggio Cook si tenne vicino alla costa per tracciarne con cura la mappa, ma la nave si incagliò nella barriera. Nei due mesi che occorsero per ripararla, Cook ebbe tutto il tempo per studiare la meraviglia della barriera.

Dopo di lui intere generazioni di esploratori, scienziati e turisti hanno studiato la barriera e le sue meraviglie: è composta da circa 3.000 singoli banchi e isolotti di corallo collegati l'uno all'altro, ognuno a un diverso stadio di sviluppo e sono presenti miliardi di minuscoli organismi, noti come i polipi del corallo.
Si possono trovare anche gli wonky hole, delle sorgenti sottomarine di acqua dolce.




La Grande Barriera Corallina può essere vista dallo spazio ed è la più grande struttura fatta di organismi viventi. Ha una grande biodiversità, ed è stata inclusa come Patrimonio dell'Umanità nel 1981.
In gran parte è protetta dal Parco Marino, che contribuisce a limitare l'impatto umano, come ad esempio il sovra sfruttamento e il turismo.



Purtroppo, nonostante queste precauzioni, il suo ecosistema è messo a serio rischio dai cambiamenti climatici, che l'hanno portata quasi a scomparire. Nel 2016 ha subito uno sbiancamento senza precedenti a causa di un innalzamento della temperatura del mare di 4 gradi, che ha provocato la morte di più del 30% dei coralli.  

David Wachenfeld, ricercatore, ha affermato: “la Barriera australiana è praticamente morta e che se non si interverrà per limitare il riscaldamento globale la sua fine arriverà molto presto”.



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