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Il Soul Bianco di Amy Winehouse

Una voce autodistruttiva e ricca di sofferenza, graffiante ma colma di amore: stiamo parlando di Amy Winehouse, cantante dalla vita complessa e affascinante che ci ha lasciati nel 2011.
Nasce a Londra il 14 settembre 1983, immersa sin dal principio in un'atmosfera jazz grazie ai nonni musicisti, che suonavano lo Swing di Billy Holiday, il Country-Folk di James Taylor e R'n'B di Ray Charles, tutti stili da cui la cantante trarrà ispirazione.




E' in questo ambiente che Amy comincia a sfoderare il suo talento, tantochè i genitori la iscrivono alla prestigiosa Sylvia Young Thatre School per frequentare canto e chitarra, ma verrà presto espulsa per il suo atteggiamento ribelle e poco diligente

Nel frattempo, una demo di Amy inviata da un ex-compagno di classe all’Island Records, permette alla cantante un primo contratto con la major, che la traghetta all’album di debutto Frank (2003).


Un esordio a dir poco brillante, che ha meritato due dischi di platino e nomine a numerosi altri premi britannici. Il singolo Stronger Than Me unisce la freschezza pop ai timbri sensuali degli anni '60 e, con queste sonorità innovative, Amy dà il via al al cosidetto "soul bianco", aprendo le porte ad altre artiste come Duffy e Adele





In contemporanea, il suo spirito indomabile viene incrementato dalla storia d'amore con Blake Fielder-Civil, nonchè il suo assistente video, che ha recentemente ha ammesso di aver spinto Amy al consumo di alcol, droghe pesanti e leggere



Se da un lato questa relazione è stata tossica in tutti i sensi, dall'altro ha portato la cantante ad uno dei suoi più grandi successi: come non dimenicare il "no, no, nooo" di Rehab, singolo in cui lei spiega di non voler andare in riabilitazione per i suoi problemi di alcol e droga. 



Sorprendiamoci di nuovo per quel disco, Back to black (2006), che è innanzitutto un modello per comprendere le linee generali della musica pop degli anni zero. 




Un capolavoro che, grazie alla produzione da applausi di Mark Ronson, riesce ad unire la riconoscibilità musicale
da un lato e l'originalità dall'altro: il soul, l’R&B dell’età dell’oro, unito ad una voce tagliente ma nel frattempo malinconica



Un canto dinamico, che dà senso alle sillabe e riesce ad accarezzare tutti gli stati d'animo a 360 gradi: questo è ciò che fuoriesce dalle undici tracce di questo album. Ciò che senza dubbio rimane costante è che Amy Winehouse respira e pensa musica, l'unica in grado di mediare e illuminare ogni sensazione, di stabilire una connessione con il reale.

Quell'onda grigia e triste che aleggia all'interno della sua musica, non avrebbe fatto altro che allargarsi e inghiottirla il 23 luglio 2011, giorno della sua morte. 
Una cantante singolare che non sarà mai sostitubile dalle pop star dei nostri giorni, una sensibilità  inarrivabile che non fa parte del nostro pianeta . Per capirlo, basta ascoltare la versione acustica di Back to black registrata per la Silver Bullet Tv e capire in quattro minuti che cosa siano i brividi, la poesia e la trascendenza




Shake Your Mind!



Fonti:
-larepubblica;
-artspecialday;
-wikipedia