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Allevare volpi per indagare l'origine della domesticazione: Belyaev.

Ci sono storie e Storie. La seguente è la storia di un esperimento per indagare come è avvenuta la domesticazione degli animali e cosa ha comportato; ma tocca anche e soprattutto la Storia di uomo che ha avuto il coraggio di portare avanti le sue idee, in un contesto in cui a rischio c’era la sua medesima vita.

Di cosa sto parlando?
Dell’esperimento iniziato da Dmitry K. Belyaev nel 1959 e poi proseguito da altri, all’Institute of Cytology and Genetics di Novosibirsk, Siberia.

Belyaev credeva che alcune basi di cambiamenti osservati negli animali addomesticati fossero il risultato di cambiamenti genetici avvenuti durante la selezione per l’addomesticazione. E’ infatti comune osservare ad esempio orecchie molli e code corte e code ricciolute in molti animali addomesticati (cani, maiali…) rispetto ai loro analoghi selvatici (lupi, cinghiali… ).

Vediamo meglio ipotesi e significato dell’esperimento.
Il tratto che fu scelto come da selezionare fu la docilità: un fattore comportamentale. Dato che però le radici del comportamento affondano nella biologia, selezionare per la docilità significa selezionare cambiamenti fisiologici nel sistema che governano gli ormoni e la neurochimica del corpo. Di conseguenza, queste variazioni possono avere implicazioni sullo sviluppo degli stessi animali.

Come verificare quest’ipotesi ?
E inoltre, come fare a comprimere secoli di selezione naturale per testare origini e conseguenze della domesticazione?

Belyaev scelse un animale, la volpe argentata, cugina delle più nota volpe rossa. Il motivo della scelta fu che quest’animale era secondo la classificazione tassonomica vicina al cane (le volpi sono dei canidi) e non era mai stato addomesticato prima.
 Incaricò la sua assistente Lyudmila Trut di girare tra le fabbriche di pelliccia e selezionare gli esemplari più docili che trovasse in giro per creare la prima popolazione di studio: vennero selezionati 130 esemplari, di cui 30 maschi e 100 femmine.
Venne creata anche una seconda popolazione che serviva da gruppo di controllo.
 La differenza tra le due popolazione stava e sta nel fatto che, mentre nella prima popolazione, quella propria dell’esperimento, veniva dato modo di riprodursi solo agli esemplari che si dimostravano essere più docili, nella popolazione di controllo non c’era questo vincolo.
Le rigide norme prescritte da Belyaev prevedevano che gli esemplari  venissero messi alla prova con test mirati per stabilire la docilità. In base al punteggio ottenuto venivano quindi divisi inizialmente in 3 classi:
- La Classe III, per i meno docili, cioè quelli che fuggono e mordono gli sperimentatori,
- La Classe II, per quelli che si lasciano accarezzare dagli sperimentatori ma che non dimostrano segni di “affetto”,
-La Classe I, per quelli che si lasciano accarezzare e sono amichevoli verso gli sperimentatori.
Nel corso degli anni, quando emersero nuovi comportamenti, aumentarono anche le classi; nella Classe IE”domesticated elite” le volpi sono desiderose di stabilire un contatto umano, piagnucolando per attirare l’attenzione o annusando e leccando gli sperimentatori come cani.

 Le norme prescrivevano anche uno scarso e limitato contatto con gli umani, perché lo scopo dell’esperimento era valutare la possibilità dell’emergere dei segnali di una domesticazione per cause genetiche e non in seguito ad apprendimento o altri fattori ambientali.

Dopo qualche generazione, nella popolazione sperimentale sono cominciati a emergere dei tratti fisici differenti e mai , o solo raramente, osservati allo stato selvatico:
manto colorato e macchiato, orecchie molli, anticipo nell’indagare il mondo e ritardo nell’aver paura di nuovi stimoli, variazione del ritmo stagionale della riproduzione (anche se nessun cucciolo nato da cucciolate fuori stagione ha raggiunto l’età adulta), crani più schiacciati e quelli dei maschi più femminili etc.
 Tutte caratteristiche comuni osservate nella maggior parte delle specie di mammiferi addomesticati. L’esperimento è andato aventi per oltre 40 anni e ha coinvolto più di 45000 esemplari di volpi. E sono emersi anche comportamenti tipici dei cani, come lo scodinzolare e il guaire e abbaiare anche in età adulta. In questo modo gli animali delle ultimi generazioni mostrano significative differenze dai loro antenati selvatici.
L’esperimento di Belyaev ha riprodotto in appena mezzo secolo circa quello che in natura avviene su una scala temporale molto più lunga.

VIDEO Dmitry k. Belyaev and the fox experiment 

Bisogna poi dire che Belyaev fu particolarmente coraggioso a iniziare un tale esperimento in un periodo in cui l’URSS perseguitava i genetisti mendeliani: molti furono gli scienziati processati arrestati e alcuni anche condannati perché sostenevano delle idee che non erano condivise dal governo di Stalin, che appoggiava le visioni dello scienziato Lysenko, vicine alla teoria di Lemarck sull’ereditarietà dei caratteri acquisiti.
Ma della sua Storia ne parleremo meglio prossimamente.

Shake your mind!



PER APPROFONDIRE:
-) Early Canid Domestication: The Farm-Fox Experiment –American Scientist
http://www.americanscientist.org/issues/pub/early-canid-domestication-the-farm-fox-experiment/1
- )  Belyaev - Wikipedia
https://en.wikipedia.org/wiki/Dmitry_Konstantinovich_Belyaev