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Astrobiologia: La vita oltre la Terra

Si è tenuta oggi, mercoledì 30 Marzo 2016, la conferenza “Astrobiologia – la vita oltre la Terra” organizzata dai rappresentanti degli studenti del Corso di Laurea in Scienze biologiche e il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi, in collaborazione con il Prof. Piero Ugliengo del dipartimento di Chimica.

Durante le 4 ore in cui si è articolata, i relatori hanno cercato di dare ai presenti il quadro su cui si basano le attuali conoscenze della formazione di ciò che chiamiamo vita, toccando anche l’affascinante possibilità che da qualche altra parte nell’Universo ci possa essere la vita e di cosa si sta facendo per scoprirlo.


Dal Big Bang alle molecole:


Ha iniziato la Dr.ssa Cecilia Ceccarelli, astronoma, che ha brevemente ripercorso la provenienza e la natura della materia che conosciamo e che è alla base della vita. Quindi come idrogeno e elio si siano formati direttamente dal Big Bang e gli altri elementi  sono il prodotto delle reazioni di fusione delle stelle.
La cosa che ha del sorprendente è che anche nel vuoto dello spazio si possono formare molecole costituite da circa 6 atomi. E’ sorprendente in quanto la densità dello spazio cosmico è bassissima, e quindi le probabilità che 2 atomi si incontrino è piccolissima. Ma a giocare a favore delle “costruzione “ di queste molecole ci sono l’affinità chimica, le migliaia di anni a disposizione e gli effetti della meccanica quantistica, che sono piuttosto importanti in ambienti a bassa densità.

Ma lasciamo agli astronomi il compito di scoprire se ci sono semi della vita dallo spazio e quale complessità chimica è raggiungibile nello spazio.


Dalle molecole alle cellule:


E’ stato quindi il turno del Prof. Ernesto Di Mauro, Direttore Scientifico della Fondazione “Istituto Pasteur-Cenci Bolognetti”. Egli ha illustrato i 10 Principi che portano dalla chimica alla vita, quest’ultima intesa come autoriproduzione con variazione. Già perché di definizioni di vita ce ne sono molte. E a livello microscopico può talvolta essere complicato classificare secondo “vivente / non vivente“.
Una cosa fondamentali da tenere a mente è che comunque la vita “copia” la chimica che già esiste
Una curiosità è che esperimenti sulla formazione di molecole vengono svolti negli acceleratori di particelle. Gli acceleratori sono in genere usati per spaccare la materia e scoprire particelle elementari (come ad esempio è avvenuto con il bosone di Higgs). Invece negli esperimenti illustrati dal prof. Di Mauro i protoni vengono fatti incidere sulla formammide. Ciò viene fatto per riprodurre gli effetti del vento solare (composto principalmente da protoni) su tale molecola, la quale gioca un ruolo importante per i prototipi delle basi della vita.

Arrivati dove la non vita si confonde con la vita, è il momento di fare un passo oltre.


Microorganismi nello spazio:


La Prof.ssa Daniela Billi, Docente all’Università degli studi “La Sapienza” di Roma ha raccontato degli studi che negli ultimi anni sono stati svolti, da un lato per scoprire i limiti a cui la vita terrestre è capace di spingersi e a quali condizioni estreme essa sa resistere. In questo ambito molti sono i progetti attivati sia sulla Terra che in bassa orbita terrestre, dove si cercano e si mettono alla prova organismi estrimofili, cioè organismi in grado di vivere in ambienti impensabili, come completamente al buio e nel ghiaccio Antartico o sotto le rocce di alcuni deserti. Quelli su cui più si sta puntando sono spore e licheni. Alcuni sono in grado di resistere a intense radiazioni. Ad esempio alcuni si dispongono a strati, quelli esterni che vengono colpiti da radiazioni muoiono ma proteggono gli altri sottostanti.
D’altro lato è anche importante saper riconoscere le impronte molecolari che la vita lascia per sapere se c’è o se c’è stata in un determinato luogo.


Ma tirando le somme,  dove si può trovare la vita nello spazio?
All’interno del sistema Solare i buoni candidati sono Marte e le lune ghiacciate di Giove e Saturno; e più in là, molto più in là, e irraggiungibili a causa delle enormi distanze che ci separano, ci sono gli esopianeti, i pianeti extrasolari. Tra questi si cercano soprattutto  pianeti simili alla Terra, per distanza dalla stella, composizione atmosferica e dimensioni.
Specifichiamo che  stiamo qui considerando le forme di vita più semplici ed elementari, e non la vita intelligente, in quanto ci sarebbero ulteriori vincoli.
Ma questa è un’altra storia… shake your mind!