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Il presunto tremolio delle stelle

Notte. Buio. Piccoli puntini luminosi stanno lassù a disegnare angoli e vertici di poligoni antichi e immaginari. Costellazioni.
Molto più in basso, luci di case e lampioni compaiono qua e là sullo sfondo scuro del suolo notturno.
Tali luci, se osservate con attenzione, sono soggette a un lieve tremolio, come se danzassero delicatamente sul posto; si allungano e si accorciano da una parte e dall’altra, di sopra e di sotto, stiracchiandosi un poco di qua e poi un poco di là.

Ciò è dovuto alla presenza dell’atmosfera tra le sorgenti luminose e l’osservatore.

Perché?

La luce procede con velocità diversa a seconda del mezzo in cui si propaga.
Passando da un mezzo A ad un diverso mezzo B, il raggio luminoso cambia direzione, in risposta alle diverse proprietà dei due mezzi (rifrazione).

Ma l’atmosfera è costituita da masse d’aria caratterizzate da diverse condizioni termiche, chimiche e fisiche: masse d’aria con proprietà ottiche differenti, cioè mezzi differenti.

Non solo! Tali masse d’aria sono pure in movimento continuo le une rispetto le altre (ad esempio a causa di vento, turbolenze ecc.).

Il che porta, a parità di posizione spaziale, ad una continua variazione delle proprietà ottiche dell’atmosfera in quel punto; e lo stesso vale per tutti gli altri punti disposti tra la sorgente luminosa e l’osservatore.

Questo movimento senza interruzioni delle diverse masse d’aria ha come effetto un incessante variare della direzione dei raggi luminosi provenienti dalla sorgente luminosa e diretti a noi osservatori; variazione continua che altro non è che quella bizzarra danza tremolante con cui si presentano le luci nella notte.

ESEMPIO: Jupiter a confronto: immagini ottenute in due condizioni di seeing differenti (seeing: vedere, capacità di vedere).


PER APPROFONDIRE:
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