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Non si può crescere per sempre

Ieri sera, 19 aprile 2016, si è tenuta nell’ambito di incontri SeralMente Cultura Net la conferenza “Limiti fisici ed economici della crescita” avente come ospiti Luca Mercalli (divulgatore RAI 3, SMI- Società Meteorologica Italiana ) e Diego Fusaro (Università Vita Salute San Raffaele Milano). Il titolo poteva tranquillamente essere:” Non si può crescere per sempre”. Vediamo in che senso.

Luca Mercalli ha evidenziato come la crescita economica e lo sviluppo tecnologico abbia portato ad una crescita esponenziale della popolazione umana.
 



Crescita esponenziale sta ad indicare un fattore di crescita che aumenta: a parità di intervallo di tempo il numero di persone aumenta notevolmente.
Basta pensare che abbiamo raggiunto il primo miliardo di esseri umani solo un paio di centinaia di anni fa, intorno al 1800, dopo 200.000 anni di evoluzione. Ed oggi siamo 7,5 miliardi. Secondo le più recenti stime, aggiornate a luglio 2015, l'Onu  prevede che nell'anno 2030 sul nostro pianeta ci saranno circa 8,5 miliardi di abitanti.

Per avere un’idea concreta  a riguardo si possono guardare le tabelle qui

Questo notevole aumento della popolazione ha portato a sua volta ad attingere alle varie risorse che il pianeta ci offre, e con il miglioramento della qualità della vita in corso si avrà un consumo di risorse ancor maggiore. Un problema è che queste risorse sono limitate. Entro poche centinaia d’anni avremmo bisogno di risorse equivalenti a quelle fornite da 3 pianeti come la Terra, che intanto si sarà esaurita. Da qui un bisogno di trovare fonti rinnovabili!
 
Inoltre l’aumento della popolazione influenza anche l’altro grosso problema dei giorni nostri: il cambiamento climatico. Esso è in corso ormai da circa un secolo e ultimamente rende palesi i suoi effetti. Siamo in una fase in cui questo cambiamento climatico è ancora reversibile, cioè può essere ridimensionato e possiamo tornare ad una situazione climatica preindustriale. Forse. In effetti gli addetti ai lavori cominciano a essere scettici. Il che non vuol dire che non c’è più da impegnarsi per ridurre le emissioni e trovare fonti di energia pulita nel rispetto dell’ambiente, perché se già siamo in una situazione in cui dovremo confrontarci con certi effetti (innalzamento mari, acidificazione acque, spostamento fasce climatiche etc.) possiamo ancora fare in modo da un lato di limitare l’entità di questi effetti, dall’altro di prepararci per tempo ad affrontarli.

Diego Fusaro ha iniziato presentando il pensiero dell’illimitato, inteso come impostazione economica e dell’agire sociale, cioè quel modo di agire come se tutto, risorse e necessità comprese, siano illimitate. L’ha poi confrontato con modelli dell’antica Grecia che invece erano per una visione di equilibrio e del giusto consumo, qui intesi come operare e consumare secondo limiti autoimposti per conservare le risorse anche a costo di limitare i piaceri.

Insomma, per entrambi i relatori una rivoluzione interiore del pensiero economico sarebbe una soluzione al problema. E la meta deve essere una riduzione degli standard.

A questo punto la domanda che sorge spontanea è: Cosa possiamo fare concretamente?
Data la pluralità degli aspetti che vengono a intrecciarsi e che sono toccati da questo argomento, non è facile definire cosa si possa fare realmente. E sta a ciascuno di noi cercare e capire cosa fare. Ad ogni modo, si possono, forse, dare delle norme generali e ad esse allegare incoraggiamento, pensiero positivo e speranza.
Eccole:
1) La prima cosa da fare è informarsi. Seguire il dibattito, prendere confidenza con i dati, con i numeri, per vedere con i propri occhi verso cosa andiamo incontro effettivamente.

2) Allo stesso tempo informare. Parlarne con gli altri e ad altri. Fare in modo che si crei una coscienza collettiva a riguardo del tema. Non dare per scontato che si sappia. Lo sa chi ha già avuto moto di entrare in contatto con il problema, ma molti ancora ignorano molti aspetti.

3) Scendere a compromessi. Il punto fondamentale è però quello che segue i due precedenti.  Una volta avute informazioni e aperto il dialogo con gli altri, dobbiamo capire che condizioni siamo disposti accettare e a cosa siamo disposti a rinunciare.
Ad esempio, siamo disposti a rinunciare a viaggiare in macchina? Siamo disposti a tenere un paio di gradi in meno in casa durante l’inverno bruciando meno gas, e a sopportare un po’ più di caldo durante l’estate, lasciando spenti i condizionatori?
Il fatto che siamo Esseri liberi implica che ognuno di noi possa rispondere sì o no alle precedenti domande. E’ lecito. Però  rispondiamo con onestà  guardandoci allo specchio e consapevoli di quello che stiamo facendo. Perché con le nostre scelte ci dovremo convivere e ci dovranno convivere i nostri figli e nipoti.

Fermiamoci. Prendiamoci un momento,  e riflettiamo a riguardo …
Shake your mind!

PER APPROFONDIRE:
http://www.nimbus.it/
http://www.nimbus.it/articoli/nascitasmi.htm
http://www.ipcc.ch/
http://www.noaa.gov/