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Pensieri sull’eco

Sappiamo che l’eco è il suono riflesso da parte di un ostacolo e che torna indietro, fino alla posizione della sorgente. Ma ogni volta che parliamo al chiuso il suono urta e viene in parte riflesso.. allora perché lo sentiamo così di rado?
  
Alcune considerazioni..
Il parlare. Le nostre corde vocali che vibrano. L’emettere suoni. Il suono che viaggia.
Ha una sua velocità di propagazione, il suono. Ma tale velocità dipende dal mezzo in cui esso si propaga, in particolare dalla densità del mezzo. Nell’aria avente una temperatura di 20°C, il suono viaggia a circa 340 m/s.
Nel suo viaggiare, il suono incontra degli ostacoli. Vi sbatte contro.
In parte viene assorbito, in parte trasmesso e in parte riflesso indietro. Le percentuali con cui avviene ciascuna delle 3 cose dipendono dall’ostacolo, forma e materiale.

Ma anche ammettendo di avere a disposizione un ostacolo tale da permettere la riflessione del suono, non sempre riusciamo ad avere l’eco.

Cosa vuol dire, a questo punto, “avere un’eco” ?
Il riuscire a distinguere i suoni emessi da una sorgente posta nello stesso punto del ricevitore.
Ma la capacità di distinguere i suoni dipende anche dai limiti del ricevitore.
Il nostro apparato uditivo, ad esempio distingue suoni che sono separati temporalmente da almeno 1/10 di secondo.
I suoni riflessi che rimangono indistinti fanno parte di ciò che viene definito riverbero.

Abbiamo quindi dei valori per una velocità e un tempo.
Lo spazio percorso da un oggetto è dato dal prodotto della velocità per il tempo.
Possiamo calcolare lo spazio che percorre il suono in quel tempo propagandosi nell’aria.
Spazio = Velocità * tempo= 340 m/s * 1/10 s = 34 m.

Rivediamo il problema da un altro punto di vista: il suono viene emesso dalla nostra bocca (sorgente), percorre uno spazio S, dove c’è l’ostacolo, alla velocità di 340 m/s. Viene riflesso indietro, e ripercorre nuovamente lo spazio S arrivando alle nostre orecchie (ricevitore).
Richiediamo che il tempo debba essere uguale a 1/10 s, in modo da poter distinguere le parole.

Calcoliamo la distanza minima tra noi e l’ostacolo Smin perché possiamo sentire l’eco:

2 Smin = velocità * tempo = 340m/s * 1/10 s = 34m

da cui risulta essere Smin = 34 /2 = 17m