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Perche' siamo Sicuri che sono Onde Gravitazionali

Ci eravamo lasciati con la domanda: ”siamo davvero sicuri che ciò che è stato misurato siano davvero gli effetti delle onde gravitazionali?”

A sostegno della solidità della misura, c’è il fatto che LIGO è in realtà costituito da due differenti interferometri indipendenti, il primo situato a Livingstone, Louisiana, il secondo a Hanford, Washington. Entrambi hanno rilevato lo stesso tipo di segnale, con una differenza di tempo coincidente a quella necessaria a percorrere lo spazio tra i due alla velocità della luce, che è anche la velocità a cui si propagano le onde gravitazionali.


Comprendere il rumore di  fondo. Sono stati fatti conti e controlli su possibili altre cause per il segnale, sia determinate da fattori ambientali che strumentali, e non se ne sono trovate.
Fluttuazioni rare di rumore. Infine è stata calcolata la probabilità che lo stesso tipo di segnale venga rilevato da entrambi gli interferometri LIGO per puro caso, ed è venuta fuori una probabilità di 1 su 200,000 anni di presa dati.
Per questi motivi possiamo ritenere che siano realmente gli effetti delle onde gravitazionali quelli che sono stati rilevati.

Di chi è il merito della scoperta?
Va osservato che la realizzazione e lo sviluppo di strumenti e metodi ha impegnato centinaia di scienziati, ingegneri e tecnici di tutto il mondo, per varie decadi (è dagli anni ’60 che si cerca di rivelare le onde gravitazionali! ). Persone chi si sono aiutate e hanno collaborato per trovare soluzioni alle sfide tecniche e che, grazie alla firma di accordi e studi internazionali, hanno messo a disposizione gli uni degli altri sia dati che la possibilità di elaborarli.
Insomma, la scoperta diretta delle onde gravitazionali è il risultato di un lavoro estremamente collettivo, il che rende difficoltosa e limitativa la possibile assegnazione di un Nobel. E a questo proposito la discussione è su se va premiato più l’aspetto tecnico, che  ha permesso il raggiungimento della misura e che ha coinvolto un numero molto più grande di persone, oppure quello teorico, quello che ha permesso l’identificazione del segnale misurato. Questo secondo aspetto coinvolge meno persone, e risulta così più facile trovare dei candidati.
Ciò non toglie che l’effettiva rivelazione delle onde gravitazionali sia stata il frutto dello sforzo congiunto dei due campi, tecnico e teorico.

Conseguenze.
Ma ora cosa succede? Cosa comporta l’aver speso decine d’anni e moltissimo denaro in questa ricerca che finalmente è giunta al termine?
Di sicuro ci saranno dei nuovi inizi.
Infatti, le sfide che si sono dovute superare per rendere ciò possibile aprono la porta verso nuove strumentazioni e innovazioni che possono avere ricadute sulla società; anche le tecniche di calcolo e ricerca del segnale potranno essere utili e adattate ad altri campi.
Il vantaggio per ora più certo sarà il poter osservare l’Universo in un modo nuovo, proprio attraverso la rilevazione delle onde gravitazionali.


Al momento lo strumento principale per lo studio del cosmo è la luce, intesa come radiazione elettromagnetica in tutto il suo spettro, dalle onde radio all’infrarosso, al visibile fino ai raggi X e gamma. Ogni rilevatore ha la sua finestra d’azione (alcuni lavorano sulle onde radio altri sull’infrarosso etc.). E ciò che sappiamo dell’universo è la somma dei vari contributi di tutte queste informazioni parziali.
Anche i rilevatori di onde gravitazionali operano su frequenze ben definite e ce ne sono e saranno di tipi diversi. Ciascuno fornirà il suo pezzetto di informazione sul tipo di sorgente che genera onde gravitazionali di quell’intervallo di frequenza.
Si può quindi dire che la cosmologia gravitazionale è iniziata ... Shake your mind!