Immagine Header

Quel foglietto che diventa robot

Qual è la prima immagine che vi viene in mente quando pensate ad un robot?
Di sicuro non è quella di un foglietto.

Dato che le strade del Signore sono infinite e quelle dell’uomo (quasi) altrettanto, è bene sapere che, come si legge sul MIT News  dove MIT sta per Massachussetts Institute of Technology,  un gruppo costituito da esperti di robotica di diverse università nel mondo ha realizzato un origami robot. Ma la cosa ancora più sorprendente è che l’hanno costruito con materiali tali che può tranquillamente essere ingerito, fare il suo lavoro e poi essere facilmente smaltito.

Mettendo da parte i soliti maniaci del complotto che gridano riguardo al controllo del nostro corpo da parte di mini robot, una prima concreta utilità che emerge e per cui tale robot è stato creato sta nell’aiutare a risolvere alcune disgrazie dello stomaco, quali la rimozione di piccoli oggetti metallici ingeriti accidentalmente e la cura di lesioni, con il grosso vantaggio dell’evitare un’operazione chirurgica.

Conosciamolo meglio, questo robottino, a partire dalle origini del suo nome.

 L’origami: la definizione del dizionario è:  ”L'arte di ottenere, piegando più volte un foglio di carta secondo precisi schemi geometrici, figure di persone, oggetti, fiori, animali ”.
Nell’origami tradizionale si faceva anche frequente uso di tagli.



L’origami robot (ingeribile):    
-la capsula di ghiaccio: permette al robot di giungere nello stomaco. Nello stomaco il ghiaccio si scioglie, il robot si scalda e viene lasciato libero di agire.
-Il foglio: consiste in due strati di materiale strutturale che rivestono come le fette di pane in un sandwich un materiale che si stringe quando viene riscaldato e che così tira, deformandoli, i due strati esterni.
-i tagli: un sistema di tagli negli strati esterni determina l’aspetto che assumerà il robot quando lo strato nel mezzo si contrarrà.
-il materiale biocompatibile: quello che forma il materiale strutturale è intestino essiccato di maiale, scelto dopo dozzine di test su vari altri materiali. Invece lo strato centrale restringente biodegradabileè Biolefin.

-come si muove: c’è un magnete permanente installato sul robot che risponde a campi magnetici fuori dal corpo e che permettono di controllare i movimenti del robot. Più concretamente, il robot usa sostanzialmente il movimento ”stick -slip”: un’appendice si attacca ad una superficie quando esegue una mossa, ma poi scivola via quando il suo corpo si flette per cambiare la distribuzione del peso. Una piccola parte del moto in avanti, un 20% circa, si ha tramite acqua propellente, a fronte del fatto che lo stomaco è pieno di fluidi.
-cosa fa: l’obiettivo è fargli fare alcune operazioni quali rimuovere piccoli oggetti metallici, portare farmaci in una ben precisa zona e aiutare a cicatrizzare le ferite.
-addio robot: finito il suo lavoro può essere facilmente smaltito, in quanto facilmente scomponibile.

Le batterie a bottone:
Tremilacinquecento. Le pile bottone che ogni hanno vengono inghiottite nei soli Stati Uniti (ma sono così buone?). Di solito non danno problemi e vengono espulse normalmente. In alcuni casi però rimangono in contatto prolungato con il tessuto dell’esofago o dello stomaco: in tal caso generano una corrente elettrica che produce sostanze che alla fine bruciano il tessuto. Per questo è bene rimuoverle il prima possibile.


Abbiamo detto molto su questo robottino; guardiamolo in azione durante una simulazione ...
Video- Ingestible Origami Robot

Concludiamo lanciando uno sguardo sul futuro: gli scienziati stanno già lavorando alla prossima sfida, renderlo autonomo in modo che possa svolgere da solo il compito cui è predestinato!
Ma questa è un'altra storia... Shake your mind!


FONTI:
- MIT News: http://news.mit.edu/2016/ingestible-origami-robot-0512
- CDO (Centro diffusione origami): http://www.origami-cdo.it/articoli/storiadellorigami.html