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Quel posto di blocco nella nostra mente

Einstellung. Parola tedesca che suona dura e un po’ minacciosa – d’altronde come una gran parte delle parole in quella lingua. Indica ”atteggiamento, impostazione”.
Fin qui, niente di male. C’è però poi un fenomeno noto come effetto Einstellung: esso si presenta sovente quando siamo immersi nel risolvere un problema simile ad uno che abbiamo già risolto più volte. Più precisamente, quando siamo alla ricerca della soluzione migliore (ad esempio quella più che porta alla soluzione con meno passaggi), ma non riusciamo a trovarla perché le idee buone legate ad un metodo risolutivo a noi già noto bloccano quelle che sarebbero ancora migliori.

Neurologicamente parlando, ciò è legato alla memoria, in particolare al suo modo di essere plastica, modellabile. Secondo la teoria di Habbian, quando due neuroni associati si accendono frequentemente insieme, la forza della loro associazione tende a incrementarsi, diventando più forte. In questa maniera la stimolazione di un neurone facilita la stimolazione anche dell’altro. Se si considera un gruppo di neuroni legati tra loro in questo modo, la stimolazione di alcuni attiva anche gli altri e ne scaturisce così il ricordo e l’idea della soluzione nota.
In parte tale fenomeno può esser visto come un’utile strategia: in fondo se conosciamo già un metodo che ci permette di svolgere un compito, può essere un dispendio di energie trovarne un altro. (Ovviamente dipende dal compito! )

Comunque quel che è chiaro è che l’effetto Einstellung ci rende ciechi rispetto soluzioni più efficienti di quelle che già conosciamo.
E letteralmente, pure!
A dimostrarlo alcuni esperimenti che coinvolgono giocatori di scacchi di diversi livelli e i cui occhi sono stati ripresi con telecamere a raggi infrarossi per seguirne i movimenti . Le conclusioni di questi test sono che le persone incontrano questo blocco cognitivo sono letteralmente cieche (non vedono!) i dettagli dell’ambiente loro circostante e che potrebbero indirizzarle a una soluzione migliore.

E questo vale nell’ambiente reale quanto in quello “mentale”.
Molti pregiudizi cognitivi individuati dagli psicologi sono in realtà variazioni sul tema dell’effetto Einstellung. E si verificano anche negli ambienti dei tribunali (ad esempio influenzando il giudizio di una giuria) e degli ospedali (soffermandosi su una diagnosi precedentemente fatta e che condiziona una ri-analisi degli elementi noti, portando a trascurare dettagli importanti).

Una volta provato che esiste e che può avere conseguenze notevoli sulle nostre vite, cosa possiamo fare per affrontare l’effetto Einstellung? Chiarendo che nessuno ne è completamente “immune”:
– Quanto maggiore è la padronanza del proprio campo, tanto maggiore è la resistenza all’effetto Einstellung;
– Ricordare attivamente a noi stessi che ne possiamo essere soggetti;
– Bisogna imparare a “disimparare” le vecchie idee errate;
– Guardare agli argomenti che si stanno studiando cercando di farlo mettendo da parte i pregiudizi e le conclusioni che ci aspettiamo, restando aperti anche alle nuove idee.

A questo punto è proprio il caso di dirlo … Shake your mind!!