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Smog fotochimico e perché le polveri sottili fanno male

Perché le polveri sottili fanno male?
Il fatto che le polveri sottili facciano male è un concetto che ormai entrato ben in testa a tutti. Il motivo per cui lo facciano, forse, un po’ meno.
Bisogna innanzitutto tenere presente che alle polveri si legano alcuni inquinanti, sostanze prodotte sia naturalmente sia a causa dell’azione dell’uomo e che, in vari modi, sono per noi dannose.

Il fattore che fa aumentare la pericolosità delle polveri sottili rispetto ai “granelli “ più grossi è legato alla capacità di penetrazione: particelle più piccole, sfuggono ai nostri sistemi naturali di filtraggio raggiungendo parti più interne del sistema respiratorio.

Vediamo grosso modo in base alla dimensione che:
• le particelle con diametro aerodinamico superiore ai 10 µm (micrometri, cioè un millesimo di millimetro) si fermano nelle prime vie respiratorie;
• le particelle con diametro aerodinamico tra i 2,5 e i 10 µm  raggiungono la trachea ed i bronchi;
• le particelle con diametro aerodinamico inferiore ai 2,5 µm raggiungono gli alveoli polmonari.

N.B. Il diametro aerodinamico di una particella è una correzione per far sì che la particella reale, in genere di forma qualsiasi e tutt’altro che regolare”, possa essere considerata come una sfera.
Scopri di più qui.

Una curiosità è che molti danni li fanno gli inquinanti secondari, cioè quelle specie inquinanti che si formano a seguito di trasformazioni chimico-fisiche degli inquinanti primari - che invece sono  immessi direttamente in atmosfera dalle sorgenti - con la presenza dei componenti naturali dell’aria o la luce solare.

E proprio la serie di reazioni che avvengono fra gli ossidi di azoto e gli idrocarburi (inquinanti primari) in presenza di luce solare è una delle forme di inquinamento più dannose per l’ecosistema. L’insieme dei prodotti di queste reazioni ha un nome ben preciso: smog fotochimico, dal momento che la formazione di inquinanti secondari è condizionata dalla presenza di radiazioni luminose nella regione dell’ultravioletto (U.V.) e poiché nel corso di tali episodi si verifica una riduzione della visibilità dovuta alla formazione di un grande numero di particelle di notevoli dimensioni.
 

Questa catena di reazioni porta all’ossidazione del monossido di azoto (NO) a biossido di azoto (NO2), alla produzione di ozono (O3) ed all’ossidazione degli idrocarburi, con formazione di perossiacetilnitrato (PAN), formaldeide, acido nitrico, nitrati e nitroderivati in fase particellare, e centinaia di altre specie chimiche minori.

Insomma, i raggi U.V. non ci danno problemi solo colpendoci direttamente e facendoci scottare al sole, ma anche trasformando alcuni inquinanti presenti nell’aria in altri anche peggiori.

Da tenere presente in città soprattutto nelle giornate di sole e di calma in cui le concentrazioni di inquinanti   primari e secondari sono elevate … shake your mind!

PER APPROFONDIRE:
ARPA Piemonte - Inquinanti
http://www.arpa.piemonte.gov.it/approfondimenti/temi-ambientali/aria/aria/cartella-qualita-inquinanti
Inquinanti Secondari
http://www.dsa.unipr.it/trezzo/uni_parma/capitoli/inquinanti/inquinanti_secondari.htm