Storia di una pianta che sentì la mancanza del dodo

   C’era una volta il dodo. Ma la storia che voglio raccontarvi oggi non riguarda solamente il dodo. Perché questo grosso uccello (arrivava a pesare 12Kg) dall’aspetto un po’ bizzarro e che aveva disimparato a volare già lo conosciamo, sappiamo la sua storia.
  
   Quando sull’isola di Mauritius (vicina al Madagascar) nel 1664 arrivarono gli olandesi, per il dodo le cose si misero male. La caccia non fu certo l’unico fattore, anzi …
   
E’ vero, i dodo non temevano gli uomini ed erano prede facili; ma gli olandesi trovavano la loro carne poco appetibile e amarognola - il termine olandese per dodo, walgvogel, significa proprio"uccello disgustoso".
   Ci furono altri fattori che portarono, in una ventina d’anni ( 1664 -1681 circa), alla rapida estinzione del dodo: il disboscamento e la relativa distruzione dell’habitat;  l’introduzione da parte degli equipaggi e dei coloni di animali sia predatori ( come i cani) che competitori per le risorse (maiali, ratti e scimmie).

Inoltre i nidi dei dodo non erano difendibili, il che ha portato a una massiccia predazione delle uova (ad esempio da parte dei ratti, ma anche da parte dell'uomo).
Insomma per i dodo, abitanti endemici (cioè presenti solo in quella regione) dell’isola di Mauritius, non ci fu nulla da fare. E del loro passaggio sulla Terra ci è rimasto ben poco. Sì, c’era un esemplare imbalsamato appartenente all’Università di Oxford, ma non è arrivato a noi in quanto nel 1775 fu divorato dai tarli. Ci sono però giunti disegni e testimonianze.

   Ma veniamo alla vera storia di cui vi volevo parlare: quella di una pianta il cui nome scientifico è Calvaria major. Questa pianta era un tempo molto diffusa sull’isola di Mauritius. Fu nel 1970, che alcuni studiosi si accorsero di una cosa strana: la decina di esemplari rimasti erano tutti molto vecchi. Infatti, gli ultimi esemplari di questa pianta avevano tutti almeno un paio di secoli. In altre parole, era da almeno un paio di secoli, e più precisamente sembrerebbe da prima del 1700, che non nascevano nuove piante di Calvaria major. Quindi grosso modo da quando si era estinto il dodo.
 
 
Ma come mai? C’è una qualche relazione?
Secondo alcuni ricercatori c’è eccome una relazione e anche un’ipotesi ragionevole: che pianta e dodo avessero una relazione simbiotica (cioè un'interazione biologica piuttosto intima e profonda). Probabilmente, il dodo era l’unico uccello dell’isola con il becco abbastanza forte da permettere di nutrirsi dei frutti di Calvaria major e ingerire polpa e semi per poi“spargere” in giro (tramite le feci) i semi, che erano a questo punto pronti per germogliare. Fine del dodo, fine del principale mezzo per la riproduzione della pianta.

   Insomma, questa storia è un chiaro esempio che ribadisce quanto sia complicato prevedere gli effetti sugli ecosistemi a causa dell’estinzione di singoli animali o di singoli vegetali. Perché tutto è collegato e interconnesso.
E probabilmente tali effetti sono molto più devastanti di quanto possiamo pensare …   Shake Your Mind!


PER APPROFONDIRE:
- Il caso del Dodo e della Calvaria mayor

- Università di Parma

- What are the problems faced by extinct species for survival?

- “Tra gli animali estinti c’è anche il dodo?”  - dal libro “L’ECOLOGIA spiegata ai ragazzi” di Giuseppe Brillante.