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Studiare al meglio: alcuni consigli

Ultimi giorni di scuola. E di verifiche. Un male necessario per valutare cosa gli studenti hanno appreso durante le lunghe ore di lezione. E, se ci pensiamo, l’apprendimento è una capacità straordinaria sebbene ancora alquanto misteriosa.

Da tempo gli scienziati, neurologi e psicologi in particolare, indagano per determinare come funziona il nostro cervello e quali sono le cose da fare per imparare meglio e più rapidamente. Molte le teorie, poche le certezze. L’argomento è vasto e ancora in fase di studio.
 
Proviamo quindi a dare qualche consiglio in base a quanto emerso finora e che speriamo possa rivelarsi utile per gli ultimi ripassi.

 Innanzitutto è bene sapere che i test medesimi possono rivelarsi un ottimo strumento per apprendere, se fatti bene e soprattutto se si discutono le risposte nei giorni seguenti.
 
Il rispondere alle domande e vedere poi le soluzioni di un argomento che si è studiato rafforza l’importanza che si dà all’informazione immagazzinata precedentemente e aiuta così a fissarla nella mente, oltre che richiamarla più velocemente.
Allo stesso tempo si impara dagli errori, letteralmente. Se si capiscono gli errori fatti sarà più facile evitare di farli nuovamente.

Bisogna però prima studiare. Alcuni scienziati vedono il processo dello studio suddiviso in 3 tappe:

1) Creazione delle unità di informazione  - Stai concentrato…
Formare il pezzetto di informazione, il cosiddetto “chunk”. Stare concentrati senza distrazioni per un certo tempo è la cosa migliore per creare il pezzetto di informazione. Sta a ciascuno di noi trovare il proprio tempo di concentrazione, in genere 20 minuti è un buon intervallo.

2) Collegamento tra queste unità -… Ma svagati anche un po’ !

Il nostro cervello lavora su un problema anche quando noi non ci pensiamo consciamente. A volte la cosa migliore per affrontare un problema difficile di cui non riusciamo a trovare una soluzione è semplicemente distrarsi un momento e pensare a qualcos’altro. Spesso quando torneremo sul problema difficile la soluzione ci risulterà evidente. Questo perché nel pensare ad altro il cervello è entrato in una modalità operativa detta “diffusa” e ha lavorato provando a creare nuovi collegamenti tra le unità di informazione che già avevamo, proponendoci infine delle nuove soluzioni.

3) Rafforzamento dei ricordi.
Il nostro cervello registra tutto. Deve però dare delle priorità alle informazioni da conservare. Che criterio di scelta usa? Ce ne sono diversi.
-Lasciati emozionare!
Alcuni sono legati all’aspetto emotivo: l’intensità e il tipo di emozione suscitata aiutano a fissare un’informazione.
-Ripeti di tanto in tanto!
Anche la frequenza con cui un’informazione ritorna aiuta a rafforzare e dare priorità a quell’informazione. Il ripassare un argomento a intervalli dapprima ravvicinati (tutti i giorni) e poi più lunghi (ogni due giorni, ogni quattro giorni etc) aiuta a consolidare i ricordi.
-Utile questo disegno!
Inoltre, per come è fatto, il cervello ricorda meglio le immagini rispetto ai concetti astratti: visualizzare una rappresentazione di un’idea  o creare  un’analogia associata ad un’informazione che vogliamo acquisire ci aiuterà nel ricordare l’informazione medesima.

A questo punto non resta che augurare buono studio e …  Shake your mind!


FONTI:
“I test nella scuola: una nuova visione”-di Annie Murphy Paul – Le Scienze 566
“Learning How to Learn: Powerful mental tools to help yuo master tough  subjects” - Dr.Barbara Oakley, Dr.Terrence Sejnowski