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Sull’intervento chirurgico del secolo.

Il 25 dicembre 2017 è programmato un intervento chirurgico così particolare e innovativo che potrebbe rivoluzionare il concetto medesimo di  vita aprendo la porta verso la “Resurrezione”, il risorgere dell’individuo.

Si tratta del cosiddetto  “trapianto di testa”,  anche se più correttamente sarebbe un trapianto di corpo: infatti al paziente verrebbe sostituito l’intero corpo tranne la testa.

Per farlo, si dovrà abbassare a 10 – 15 °C la temperatura corporea – sfruttare quindi l’ipotermia terapeutica, vedi pg 6 della “Settimana tematica: Il viaggio”  -  e decapitare simultaneamente i corpi del ricevente e del donatore. A questo punto la parte complicata: collegare i vasi sanguigni della testa con quelli del nuovo corpo. Ma la questione chiave che suscita molti dubbi riguarda il collegare il midollo osseo della testa con quello del corpo donato.

Uno dei protagonisti di questa storia, Sergio Canavero neurochirurgo italiano, afferma però di avere la soluzione a portata di mano grazie alle nuove scoperte sul modo di comunicare del midollo osseo e ad una sostanza che fungerà da collante tra i due midolli ossei; si dovrà poi però fare in modo di evitare il rigetto tra le due parti.

Subito dopo l’intervento il paziente sarà indotto in coma per 4 settimane circa in modo tale che rimanga immobile ed eviti movimenti che ostacolerebbero la coesione tra le due parti. Dopo un anno di intensa riabilitazione ci si aspetta che possa muoversi autonomamente. Purtroppo, questo è solo uno dei 3 possibili finali: un altro è che il paziente rimanga paralizzato e c’è infine la possibilità che muoia.
Canavero stima una probabilità di successo di circa il 90%, e ribadisce che nessun intervento ha probabilità di riuscita del 100%.

Il successo di un tale intervento rivoluzionerebbe la possibilità di estendere la vita, e potrebbe essere una soluzione a gran parte dei mali incurabili che colpiscono il nostro corpo.

Ad ogni modo ne riparleremo più avanti, dopo che si sarà tentato di fare il primo trapianto di testa umano.
Intanto in questo video potete conoscere il paziente volontario e ascoltare le parole di Canavero.

E’ poi importante anche ricordare che trapianti di testa su animali ci sono già stati in passato e:
a prescindere da questione etiche e di sensibilità propria che lascio fare a ciascuno in privato, è interessante notare come una testa decapitata di un cane attaccata ad un macchina che pompa sangue e ossigeno risponda a stimoli esterni quali la luce, il suono, gli odori.

Alcuni esperimenti di cui sopra sono mostrati in quest’altro video:



Per i contenuti mostrati è forse un po’ “forte” ma è ad ogni modo un documento storico degno di nota: e proprio riferito al periodo storico lo si deve contestualizzare - negli anni di quegli esperimenti cose simili, o addirittura peggiori, venivano fatte anche ad altri essere umani.

Ed è anche da qui che arrivano alcune delle tecniche e delle macchine che oggi salvano migliaia di vite, come la pompa cuore – polmone, utilizzata ad esempio per il trapianto di cuore.

Shake your mind!