Un cielo per tutti

Quando pensiamo alle stelle e a come possiamo studiarle e conoscerle la prima cosa che ci viene in mente sono gli occhi e un cannocchiale.

 In verità le stelle vengono studiate sì tramite la luce, però qui intesa più propriamente come radiazione elettromagnetica che fornisce informazione sugli elementi che le costituiscono.
La radiazione viene processata ed elaborata da strumenti adeguati e poi i risultati vengono stampati o mostrati su schermo o carta.
L’informazione finale è nuovamente visiva.

Meditandoci sopra, alla fin fine, la vista non è che un senso come un altro.  Siamo abituati a dare rappresentazioni visive, perché ci viene comodo, ma  ci sono altri modi di dare e ottenere  informazioni. Ad esempio attraverso il tatto, o l’udito. In generale siamo meno allenati a recepirle; però, chi è costretto  ad usare questi sensi per forza di cose riesce lo stesso a trarre informazioni così come noi siamo in grado di farle nostre leggendole con gli occhi.

Un progetto ambizioso in tal senso è quello promosso  da Infini.to  (  il museo e planetario di Pino Torinese ) che vuole aumentare l’accessibilità e la fruizione del museo e del planetario anche ai non udenti e ai ciechi-ipovedenti.
In che modo?
Un cielo per tutti” ( questo il nome del progetto ) opera attraverso iniziative specifiche rivolte ad aggirare le rispettive carenze sensoriali, con il fine di renderli comunque partecipi e consapevoli del lavoro svolto da Inifini.to.


 “Un cielo per tutti”  ha permesso di creare spettacoli nel planetario per non udenti e ciechi-ipovedenti, di realizzare attività didattico divulgative con l’impiego di materiale tattile e modelli tridimensionali appositamente progettati per diversi tipi di handicap, di sviluppare SpazioApp, un’applicazione dedicata al Museo che permette al visitatore, anche con disabilità, di muoversi facilmente all’interno dello spazio espositivo con un tablet e di fruirne con semplicità le postazioni e i contenuti.

Insomma … verso l’infinito e oltre!!
Shake your mind!