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Italvolley: è bronzo!

Si è conclusa domenica 18 ottobre la rassegna europea, che ha visto la Francia trionfare per la prima volta nella sua storia. Alle sue spalle la vera sorpresa di questo torneo, ovvero la Slovenia; terzo gradino del podio per l’Italia, che per la terza volta consecutiva è nelle prime tre posizioni a un Europeo.

È una medaglia agrodolce: c’è del rammarico, tristezza e rabbia per essere arrivati a un passo, aver imbroccato la partita sbagliata in semifinale, contro la Slovenia di Andrea Giani, bandiera della pallavolo prima da giocatore e poi da allenatore, fino a qualche mese fa secondo allenatore dell’era Berruto. Una semifinale assolutamente alla portata degli azzurri, che avevano fatto sognare la nazione intera dopo un praticamente perfetto quarto di finale contro la Russia, annichilita di nuovo, a distanza di venti giorni, dopo l’esaltante 3-0 della World Cup. Il sapore dolce, invece, è dovuto al fatto che un bronzo è sempre una medaglia, un bel risultato per una nazionale che da anni è sempre al vertice della pallavolo europea e non: nelle ultime tre edizioni gli azzurri hanno vinto due argenti e un bronzo, l’unica squadra ad essere sempre presente lassù in alto. Inoltre questo bronzo fa morale, soprattutto dopo la brutta sconfitta contro la Slovenia, quando tutti, tifosi, giocatori ed esperti del settore, credevano che l’oro era sempre più vicino, mai come ora palpabile e concreto. E dopo una brutta caduta, gli azzurri sono stati capaci di una bella partita contro la Bulgaria padrona di casa, davanti al tifo di 12000 persone che sostenevano i propri beniamini, imponendosi per 3-1.


Il percorso azzurro in questo europeo è stato travagliato e non semplice: nel girone eliminatorio l’Italia si è classificata seconda, battuta dalla Francia per 3-2 dopo essere stata in vantaggio per due set a zero. La seconda posizione in classifica ha quindi stabilito il confronto con la Finlandia per poter procedere: a Busto Arsizio, davanti a un palazzetto sold out che non ha smesso un attimo di incitare la propria squadra, gli azzurri hanno vinto con un 3-0 solido che ha cancellato i fantasmi della sfida contro i cugini francesi. Ai quarti di finale è arrivato, invece, l’incontro che poteva essere una finale: Italia –Russia. Un sontuoso Zaytsev, un magistrale Juantorena, un sempre lucido Giannelli e il lavoro dei centrali a muro hanno fatto grande l’Italia, che ha imposto il proprio ritmo e il proprio gioco ai campioni in carica, non permettendo mai loro di entrare in gara. Il risultato parla chiaro: 3-0, proprio come nella sfida in World Cup, che ha proiettato gli azzurri a Rio de Janeiro.

Con una partita praticamente perfetta ai quarti di finale, ci si aspettava una prestazione dello stesso livello in semifinale, contro una Slovenia sorprendente e targata Italia: Giani, l’allenatore è italiano, così come parte del suo staff, per non parlare dei giocatori di punta Urnaut, Cebulj e Gasparini, protagonisti nella Superlega italiana. Invece così non è stato: la Slovenia è stata perfetta e concreta, l’Italia non è mai entrata i partita, complice anche la stanchezza, con unico giocatore Juatorena a tenere a galla i suoi. Solo un set, vinto di rabbia, per gli azzurri: non è bastato per riaccendere gli animi e riaprire la gara; la squadra di Giani ha segnato nuovamente la storia accedendo a una finale imprevedibile.

Nella finalina per il bronzo l’Italia si è ritrovata, ha potuto contare sulle sue solite bocche di fuoco, con uno scatenato Zaytsev autore di ben 26 punti. I bulgari non hanno avuto troppo spazio per esprimersi e sono riesciti solo a strappare un set ai ragazzi di Blengini, approfittando di un loro calo di tensione.

Doppia soddisfazione per gli azzurri Giannelli e Zaytsev che sono stati eletti rispettivamente miglior palleggiatore e miglior opposto della manifestazione, entrando nel dream team ideale. Zaytsev si riconferma ad altissimi livelli, dopo aver ritrovato il proprio ruolo e la forma fisica, ed aver vinto lo stesso riconoscimento in World Cup. Ma è il premo a Giannelli è quello davvero emozionante, che ha messo i brividi a chi era davanti alla televisione durante la cerimonia finale. Simone Giannelli ha solo 19 anni, anche se quando è in campo lo si dimentica, perché gioca da veterano. L’anno scorso non avrebbe nemmeno potuto immaginare di diventare il regista titolare di questa nazionale, era appena stato promosso in prima squadra dopo l’esperienza nelle giovanili di Trento. E invece oggi è lassù, nell’Olimpo dei più forti e c’è tanto di suo in questa Italia ritrovata, soprattutto quel pizzico di energia e freschezza in più. La sua emozione, durante la premiazione, è arrivata dritto al cuore di tutti gli italiani e mai un premio è stato così tanto meritato.


Un bronzo che chiude con il sorriso la lunga, lunghissima estate azzurra, iniziata a fine maggio con la World League, un torneo travagliato e difficile, culminato nella cacciata dei quattro di Rio (Zaytsev e Sabbi, poi rientrati , Travica e Randazzo) e proseguita con le dimissioni di Mauro Berruto proprio alla vigilia della manifestazione più importante: la World Cup. Le redini del gruppo sono quindi passate a Blengini, secondo di Berruto, che ha saputo dare nuova linfa ed energia alla nazionale. Il ritorno di Zaytsev nel suo ruolo preferito, l’opposto, l’inserimento di Juantorena e la promozione di Giannelli a palleggiatore titolare sono state le carte vincenti che hanno permesso all’Italia di tornare grande, qualificandosi alla prima opportunità alle Olimpiadi, con il secondo posto in World Cup, e piazzandosi terza all’Europeo svolto in Italia e Bulgaria. Diciotto gare giocate in quarantuno giorni, una vera e propria maratona in cui gli azzurri hanno avuto la meglio per ben quindici volte. 
La fenice è risorta dalle sue stesse ceneri e si prepara a dare spettacolo, appassionando sempre di più una nazione che ama questa squadra e questo sport.
E ora l’attività con la nazionale si prenderà una pausa, fino alla prossima primavera, quando sarà ora di pensare a preparare il torneo olimpico. Cala il sipario su questa stagione piena di alti e bassi e forti emozioni.
E adesso, è tempo di concentrarsi sul campionato: sabato 24 ottobre Modena detentrice della Coppa Italia e Trento campione d’Italia si affronteranno per il primo trofeo importante: la Supercoppa italiana. A domenica 25, invece, il ufficiale del campionato di serie A1.
Stay tuned!