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Italvolley femminile: il sogno olimpico continua

Periodo importante per la nazionale di pallavolo femminile: dopo un deludente europeo (settimo posto, uno dei peggiori risultati di sempre) è il torneo di qualificazione alle Olimpiadi di Rio de Janeiro l’obiettivo importante da non fallire e il momento del riscatto. Svoltosi ad Ankara dal 4 al 9 gennaio, ha visto la partecipazione delle prime otto squadre del ranking europeo che non si sono già qualificate ai giochi olimpici (stessa cosa nel maschile, con sede a Berlino, ma l’Italia non vi ha preso parte in quanto ha già staccato il pass per Rio in occasione della World Cup), mettendo in palio l’accesso diretto alla prima classificata e per la seconda e terza la possibilità di accedere a un altro torneo preolimpico mondiale in maggio in Giappone. Le azzurre hanno faticato, sudato e sputato sangue sul taraflex e grazie a una medaglia di bronzo possono continuare a sognare le Olimpiadi. Il primo posto è andato alla Russia, forse un passo avanti rispetto a tutte le avversarie, seconda l’Olanda dell’italianissimo Guidetti.


Marco Bonitta, allenatore della nazionale, ha convocato una squadra insolita per un evento di tale importanza: tante le giovanissime del Club Italia (squadra che milita nel massimo campionato di serie A, composto da under 20 selezionate tra le più promettenti italiane), affiancate a chi ha più esperienza (come la capitana Antonella Del Core, 36 anni, da 17 nel giro azzurro) e alle giovani ormai considerate colonne portanti del gruppo (ad esempio Valentina Diouf, 23 anni, e Cristina Chirichella, 22 anni). Danesi, Orro e Egonu sono le giovanissime scelte del ct Bonitta, criticate da molti, ma risultate carte vincenti, tanto da essere state titolari fin quasi da subito: Egonu, addirittura, è stata la trascinatrice, colei che ha trainato il gruppo verso tre vittorie essenziali e si è aggiudicata (con merito) uno dei due premi come miglior schiacciatrice del torneo. E la cosa più sorprendente è che ha solo 17 anni: presente e futuro della nazionale, con ampi, ampissimi margini di crescita.

Il percorso dell’Italia in questo torneo è stato complesso e tortuoso: un inizio subito in salita, contro la Russia campione d’Europa, che ha visto cedere le azzurre per 3-1, facendo crollare le certezze di Bonitta sulle senatrici: pessima la prova di Centoni (opposto) e Bosetti (schiacciatrice), insufficienti Ferretti (palleggiatrice) e De Gennaro (libero). Con questo risultato pesante Del Core e compagne hanno affrontato il giorno dopo il Belgio, in una partita che era già da subito un dentro o fuori: perdere significava non potere più sperare di passare in semifinale, vincere tenere la speranza ancora accesa. È stata una vera e propria battaglia durata oltre due ore, che ha tenuto gli appassionati di pallavolo attaccati al televisore con il fiato sospeso: al tie break, sul 15-14 per il Belgio sembrava che non ci fosse più niente da fare e i cinque cerchi olimpici solo un miraggio, quando le ragazzine terribili sono salite in cattedra: un muro di Orro ha portato la parità e infine un muro di Danesi prima e un ace di Egonu poi hanno regalato un’importantissima vittoria all’Italia (3-2).

Stesso risultato contro la Polonia (vittoria per 3-2), ma molto sofferta perché l’Italia pareva dominare la gara, avanti di due set e a un passo dal traguardo finale si è persa, lasciando rimontare le polacche e avendone la meglio solo al quinto set. Ed è stato proprio questo risultato positivo a qualificare le azzurre alle semifinali, grazie anche alla Russia che ha battuto il Belgio 3-0, scongiurando un possibile “biscotto” che avrebbe escluso l’Italia dalla fase finale.

In semifinale c’è stato poco da fare contro l’Olanda, che ha surclassato le giovani azzurre in ogni fondamentale, imponendosi per 3-0, anche se le azzurre hanno combattuto fino alla fine. In questo modo è svanita la possibilità di qualificazione diretta alle Olimpiadi.


La finalina terzo-quarto posto, essenziale per sperare ancora, ha visto l’Italia battersi con la Turchia (perdente contro la Russia in semifinale) padrona di casa. In una partita rocambolesca e sicuramente non giocata in modo brillante dalla azzurre, Del Core e compagne hanno tirato fuori cuore, grinta, carattere, orgoglio e voglia di vincere per avere la meglio sulle turche sostenute da un pubblico calorosissimo. Primo set in mano all’Italia, nel secondo le parti si sono invertite ed è stata la Turchia ad avere la meglio e così è accaduto anche nel terzo e quarto set, specchio dei primi due parziali, mentre il tie break è stato all’ultimo respiro, con le azzurre che hanno vinto di un soffio (15-13), grazie a un muro della giovane Orro.

Tante le incertezze di questa nazionale, che deve trovare soprattutto la continuità del gruppo: troppe le giocatrici convocate delle ultime manifestazioni, impossibile trovare una vero e proprio affiatamento che può essere un’arma decisiva di questa squadra. C’è tempo fino a maggio, quando sarà periodo di pensare di nuovo in azzurro, tante le domande e, per ora, poche le risposte. L’unica certezza è che questa squadra ha fame di vittorie e voglia di farcela, talenti in erba ed esperienza da vendere e in Giappone partirà con i favori del pronostico. Ora è il momento di tornare a concentrarsi sul campionato, con il pensiero costante a Rio de Janiero.

Shake your mind!

Foto a cura della CEV