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StraordinaRIO!

Venerdì 5 agosto (in realtà il calcio aveva già cominciato qualche giorno prima) sono iniziate ufficialmente le Olimpiadi di Rio de Janeiro, l’edizione numero trentuno dell’era moderna e le prime in un paese sudamericano. In un Maracanà pieno in ogni fila e ordine, la cerimonia di apertura ha dato il via alla più importante e aspettata manifestazione sportiva. Lo spettacolo è stato curato dall’italiano Balich e ha attraversato e raccontato le origini del paese verde oro, la sua storia e le contaminazioni culturali che hanno dato i natali al multiculturale popolo brasiliano, la vita delle favelas e l’immancabile samba. Toccante il momento dedicato all’ambiente e al surriscaldamento globale, in cui si è cercato di sensibilizzare il pubblico su questo tema che pare proprio adatto definire “caldo”. Bello e ammirevole il gesto di regalare agli atleti partecipanti (quasi 11 mila) un seme che sarà piantato alla fine dei giochi olimpici a Eodoro: pace e ambiente sono stati i temi portanti dello spettacolo e che, in fondo, sono segnali di speranza di cui le Olimpiadi si fanno portavoce. 

L’Italia, vestita di nero da Armani, ha sfilato per 102esima, capitanata da un’emozionata Federica Pellegrini, che proprio il 5 agosto ha compiuto 28 anni. È stato il Brasile a chiudere la sfilata delle delegazioni partecipanti, precedendo i discorsi del presidente del Cio Thomas Bach e di Carlos Nuzman, presidente del comitato organizzatore, che hanno dichiarato ufficialmente aperti i giochi. L’attesa, però, era tutta per l’identità dell’ultimo tedoforo: Pelè ha dovuto rinunciare per problemi di salute e allora la scelta è caduta su Vanderlei de Lima, il maratoneta che ad Atene 2004 era in testa ed è stato fermato e buttati fuori pista a pochi metri dal traguardo da un disturbatore, a favore di Baldini, che poi vinse l’oro. Emozionatissimo, Vanderlei ha acceso la fiamma olimpica, che per la prima volta sarà fuori dallo stadio olimpico, a contatto con la gente comune e, soprattutto, sarà a basso impatto ambientale.



I primi due giorni di gare hanno riservato belle sorprese all’Italia, ma anche qualche delusione. La prima medaglia è arrivata da Rossella Fiamingo, spada individuale, che ha portato a casa un argento, ma si è lasciata sfuggire per un soffio l’oro; dopo di lei il bel bronzo di Gabriele Detti, nei 400m stile libero maschile. Tra i brutti episodi c’è la caduta a pochi chilometri dal traguardo di Vincenzo Nibali nel ciclismo su strada, quando lo squalo siciliano sarebbe stato quasi sicuramente da medaglia. La squadra di ginnastica artistica femminile non riesce a qualificarsi alla finale dell’all around, nonostante la prova al corpo libero quasi perfetta di Vanessa Ferrari (terza assoluta). Le speranze della ginnastica sono ora tutte poste nelle gare individuali: Ferrari e Fasana al corpo libero, Ferrari e Ferlito nell’individuale generale. Bocciato anche il nuoto, che dopo il bronzo di Detti non riesce a qualificarsi alle finali di nessun’altra gara e ora si attende la prova di Federica Pellegrini.



Inizia con il botto l’Italvolly maschile, che è subito chiamata a un big match contro la Francia, che solo un mese fa ha demolito gli azzurri nella finale per il bronzo in World League. Sono quasi perfetti i ragazzi di Blengini, che non lasciano respiro e modo di esprimersi ai transalpini: è un 3-0 senza diritto di repliche. Di tutt’altro avviso, invece, è la nazionale femminile, che tiene testa alla Serbia, ma poi crolla e non riesce più a reagire: è 3-0 per le serbe.
Il beach volley, invece, ha visto il buon esordio di Ranghieri e Carambula che hanno avuto la meglio per 2-0 sugli austriaci Doppler/Horst, mentre Nicolai e Lupo e Menegatti e Giombini (arrivata per sostituire Orsi Toth, trovata positiva all’antidoping e sospesa per precauzione) iniziano male, perdendo i rispettivi incontri per 2-1 e complicando la loro corsa verso gli ottavi di finale.



Domenica 7 agosto è stata meravigliosa per lo sport italiano: ben 5 medaglie sono arrivate da varie discipline. Prima tra tutte la 200esima medaglia d’oro della storia sportiva italiana, per merito di Fabio Basile nel judo categoria 66 kg, nato a Rivoli e orgoglio delle nostre valli. Poi l’oro di Daniele Garozzo nel fioretto individuale maschile, l’argento di Odette Giuffrida nel judo categoria 52 kg, il bronzo di Elisa Longo Borghini nel ciclismo su strada e, soprattutto, il meraviglioso argento dal sapore d’oro di Tania Cagnotto e Francesca Dallapè nel trampolino 3 metri sincronizzato, che chiude così i brutti quarti posti di Londra 2012.

Forza Italia Team!
#shakeyourmind