Immagine Header

volley: Nazionale tra World Cup ed Europeo

Archiviata la World League, è tempo di riposo per gli azzurri della nazionale maschile di volley. Qualche (meritato) giorno di ferie prima di riprendere a lavorare in vista di un importantissimo evento quale è la World Cup in scena a settembre in Giappone. L’Italia dovrà vedersela con Canada, Australia, Stati Uniti, Giappone, Iran, Argentina, Venezuela, Russia, Polonia e due squadre africane che ancora devono giocarsi la qualificazione. Questo torneo è essenziale e decisamente importante perché regalerà due pass per le Olimpiadi di Rio de Janeiro del prossimo anno: le prime due a salire sul podio voleranno direttamente in Brasile per i giochi olimpici. L’Italia tiene molto a questa occasione, per cercare di centrare già alla prima occasione l’obiettivo principe di questa estate azzurra. Sarà un torneo impegnativo e concentrato: 11 partite per ogni nazionale per un totale di 66 incontri spalmati su 15 giorni di gare e 3 sedi diverse di gioco; la formula sarà un round robin, tutti contro tutti, e la classifica stilata sarà unica, dalla quale emergeranno le squadre vincitrici.

Rientrati dal Giappone l’Italia non avrà un attimo libero perché a ottobre, dal 9 al 18, sarà impegnata nell’Europeo che si svolgerà in Italia e Bulgaria. Gli azzurri giocheranno in casa il girone di qualificazione a Torino, capitale europea dello sport 2015, contro Estonia, Croazia e Francia. Importante anche questa occasione perché l’Italia vuole (e deve) confermarsi tra le squadre più forti d’Europa, confermando o migliorando l’argento di Copenaghen del 2011.



Ma la strada verso questi due appuntamenti fondamentali è molto lunga. I ragazzi azzurri si ritroveranno tra qualche giorno in Trentino, a Cavalese, per iniziare subito a lavorare al fine di prepararsi al meglio, sia dal punto di vista fisico-mentale che tecnico-tattico. Tante, però, sono le domande che aleggiano in questi giorni di pausa. In primis, il futuro degli “epurati” dal ritiro brasiliano alla vigilia delle finali di World League. Per rinfrescare la memoria: Zaytsev, l’uomo immagine della nazionale, capitan Travica, Sabbi e Randazzo violano il coprifuoco imposto dallo staff e rientrano tardi. Berruto, coach azzurro, usa il pugno di ferro e decide di far rientrare immediatamente in Italia i quattro giocatori, incurante che almeno tre di loro siano delle pedine fondamentali per il gioco della squadra. Il ritardo, di per sé, non è un gesto così grave da meritare una pena tanto salata, ma Berruto accusa l’intenzionalità di farlo dei quattro ragazzi. Le riserve, ora, sono tutte per il futuro: rientreranno tutti e quattro, dopo i mea culpa affidati ai vari social? Solo qualcuno farà ancora parte della spedizione azzurra? Oppure la decisione sarà quella di dare continuità all’esclusione e tenerli fuori definitivamente?

Ma i dubbi non riguardano solo questa questione spinosa. C’è sicuramente da fare una riflessione su come si integreranno i nuovi innesti che entreranno a far parte del gruppo azzurro in vista di World Cup ed Europeo. Il primo è sicuramente Osmany Juantorena, il giocatore cubano che ha preso la nazionalità italiana già da qualche anno. Ha fatto molto discutere gli anni scorsi la sua possibile convocazione, che solo adesso si tramuta in realtà. Uno dei giocatori più forti al mondo, sarà sicuramente importante il suo ruolo all’interno della squadra, sempre che si integri bene nel gruppo e venga usato al meglio.



Un altro volto conosciuto che non è stato disponibile per la World League, ma lo sarà per World Cup ed Europeo, è Simone Parodi. L’infortunio che lo ha mandato sotto i ferri a luglio dovrebbe essere recuperato totalmente per fine agosto. È un giocatore importante per dare stabilità al reparto schiacciatori, soprattutto in seconda linea e poi è uno degli uomini storici della nazionale.

I recuperi di Matteo Piano e Simone Buti, che si sono dovuti fermare per curare dei fastidi alla schiena, saranno essenziali per completare la batteria dei centrali già in difficoltà durante la World League (solo tre i centri presenti in Brasile, che si sono ridotti addirittura a due per la doppia sfida contro i padroni di casa del girone eliminatorio).



Un’altra spinosa quanto fondamentale questione riguarda il futuro dell’allenatore, Berruto. Nel post World League si sono scatenati commenti di ogni genere e da ogni parte. Berruto pare essere sostenuto nella sua decisione di cacciare i quattro ritardatari solo da Magri, presidente della federazione, mentre è stato criticato da più voci autorevoli del mondo della pallavolo. E di questi giorni è la notizia di un possibile cambiamento al timone della nazionale alla vigilia di un appuntamento importante come la World Cup.

Sicuramente le acque non sono tranquille da molto tempo: i primi segnali che qualcosa si è incrinato all’interno dell’ambiente azzurro è stata la netta sconfitta contro il Brasile l’anno scorso a Firenze, in semifinale di World League. Il problema principale non è stato tanto perdere quanto il modo in cui questo è avvenuto: le facce dei ragazzi in campo erano arrendevoli e perse, stesso discorso per l’umore in campo. E la situazione è affondata durante il mondiale in Polonia, dove l’Italia si è piazzata tredicesima, quando era chiamata a giocarsi una medaglia. Il peggior risultato di sempre, che ha lasciato l’amaro in bocca a tutti, tifosi e giocatori.

Le difficoltà affiorate l’anno scorso e mai chiarite alla luce del sole non sono state evidentemente risolte. Ora gli strascichi rischiano di mettere in serio dubbio il percorso azzurro in un’estate importante come questa e, soprattutto, a un passo dalle Olimpiadi di Rio de Janeiro. La speranza, ovviamente, è che si lavori tutti nella stessa direzione e focalizzati sullo stesso obiettivo, per il bene di una maglia che all’Italia ha sempre regalato grandi soddisfazioni.