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World League: la Francia vince a sorpresa, seconda la Serbia e terzi gli USA

Si chiude il sipario della XXVI edizione della World League, con un tutto esaurito al Maracanazinho di Rio de Janeiro, dove tra un anno si terranno le Olimpiadi. Il pubblico di casa, la torcida, è caldo, nonostante l’esclusione dei propri beniamini da semifinali e finali.

È stata una fase finale al cardiopalma, piena di risultati inaspettati e da fiato sospeso.

Mercoledì 15 luglio è stato il Brasile a dare il via alla rassegna, sfidando la Francia, vincitrice della fase di seconda categoria. Ma i francesi hanno dimostrato ampiamente che questa definizione va loro stretta e senza troppi complimenti si sono sbarazzati dei verdeoro con un bel 3-1, risultato pericoloso per la qualificazione alle semifinali dei padroni di casa. Trascinati da Earving Ngapeth, guidati dalla lucida regia di Toniutti e affidati alla guarda di seconda linea del fenomeno Grebennikov, i francesi si sono resi protagonisti di una vera e propria impresa.


Dello stesso calibro è stata l’opera dell’Italia, scesa in campo dopo Brasile-Francia, per sfidare ancora una volta la Serbia. Gli azzurri hanno portato a casa il risultato con un sofferto 3-2. Nessuno, o quasi, alla vigilia di ciò che è successo qualche giorno prima (Travica, Zaytsev, Sabbi e Randazzo rimpatriati immediatamente a causa di un provvedimento disciplinare) avrebbe scommesso sulla vittoria azzurra, eppure i ragazzi di Mauro Berruto ce l’hanno fatta con una prestazione fatta di cuore, grinta, passione e sacrificio nel nome del gruppo. Forse la miglior partita giocata finora, addirittura dal disastroso mondiale in Polonia del 2014. In regia ha brillato il giovanissimo Simone Giannelli, chiamato ad essere titolare in un appuntamento subito decisivo. Con lui il solito Colaci, a incoronare una stagione praticamente perfetta; un ritrovato Vettori, autore di una partita esemplare; capitan Birarelli, che ha dimostrato ancora una volta di meritare i gradi; Lanza, trascinatore senza paura di tutta la squadra.

Il giorno successivo, giovedì 16 luglio, le gare si sono aperte con gli USA, detentori del titolo, contro il Brasile: partita decisiva per i verdeoro, per avere ancora speranza di qualificarsi per la semifinale. La gara è stata caratterizzata da alti e bassi per entrambe le squadre, ma la voglia di vincere del Brasile è stata più forte di quella statunitense: è 3-1 per il Brasile, che rimanda all’indomani il discorso qualificazione.


L’incontro successivo ha visto l’Italia scontrarsi con la Polonia campione del mondo in carica. Ai ragazzi di Berruto non è riuscita l’impresa del giorno prima: troppa la differenza tecnica tra le due compagini, come ha dimostrato il primo set, perso dagli azzurri per 25-15. Il secondo parziale è stato all’insegna della voglia di vincere di Birarelli & co., ma la poca esperienza della squadra intera non ha permesso di concretizzare il vantaggio guadagnato nei confronti dei polacchi, che hanno chiuso per 27-25 mettendo l’Italia in seria difficoltà. La voglia di combattere è uscita nel terzo set, dove gli azzurri hanno dominato, vincendo 25-20, ma non hanno tenuto nella fase successiva, lasciando la Polonia portare a casa il risultato per 3-1. In questa condizione la possibile qualificazione dell’Italia in semifinale era nelle mani della gara tra Polonia e Serbia del giorno successivo.


Venerdì 17 luglio è stato il giorno dei verdetti: gli USA hanno battuto per 3-1 la Francia, portando le tre squadre della pool I alla parità assoluta: solo il calcolo del quoziente punti ha decretato le due semifinaliste, ovvero USA e Francia, con una sbalorditiva esclusione del Brasile in casa propria.

Nella pool J, invece, le cose sono state più semplici: la vittoria della Serbia sulla Polonia per 3-2 ha direttamente estromesso gli azzurri dalla corsa al titolo. Una situazione che ha lasciato tanta amarezza e rammarico in casa Italia, ma tanti spunti interessanti su cui lavorare in vista della World Cup di settembre.

Sabato 18 luglio è stata giornata di semifinali: sono state lunghe, imprevedibili e combattute fino all’ultimo.

La prima ha visto scontrarsi Stati Uniti e Serbia, la partita che avrebbero potuto giocare gli azzurri al posto dei serbi. E proprio la Serbia ha dominato nei primi parziali, portandosi in vantaggio di due set a zero sugli statunitensi e già vedevano la vittoria, ma gli USA hanno dimostrato di non starci, vincendo il terzo e il quarto set. Il verdetto è stato rimandato al tie break, dove la Serbia è riuscita a imporsi con un 15-12.


La gara successiva ha visto fronteggiarsi la Polonia e la Francia. Stesso identico copione della partita precedente: la Francia si porta avanti di due set, la Polonia recupera lo svantaggio e pareggia i conti ed è il quinto parziale a decidere la seconda finalista, riconoscendola nella Francia.

Domenica 19 luglio il Maracanazinho è in festa e registra il tutto esaurito per l’atto finale di questa lunghissima manifestazione.

Le luci della ribalta sono prima per USA-Polonia, per la finalina terzo-quarto posto. È una partita a direzione unica, dove a prendere le redini del gioco sono gli statunitensi. I ragazzi a stelle e strisce sprecano punti nei finali dei set, lasciando la Polonia avvicinarsi e mettere in discussione la propria vittoria, ma riuscendo a chiudere sempre con determinazione. È 3-0 per gli Stati Uniti, che ritrovano un brillante Sander e un sempre decisivo Christenson.

Della stessa impronta è anche la finale più importante e decisamente inusuale. La Francia domina in ogni fondamentale la partita e non permette mai alla Serbia di esprimersi al meglio. Due set finiscono in tasca ai francesi senza troppi sforzi, mentre il terzo è la Serbia ad essere avanti e guidare sul 22-18, ma uno stratosferico Ngapeth riporta i conti in parità. Da quel momento la Francia è focalizzata su un unico obiettivo e chiude i conti in fretta. È 3-0 per il team yavbou, come hanno iniziato a chiamarsi i giocatori stessi, definendosi la squadra più cool del torneo.


La Francia entra nell’olimpo delle vincitrici della World League, insieme a Italia, Brasile, Cuba, Russia, Stati Uniti, Olanda e Polonia. I premi individuali hanno visto protagonista Ngapeth, che si è aggiudicato miglior giocatore del torneo e una delle due migliori schiacciatori. Il dream team eletto e premiato vede Toniutti (Francia) in palleggio, Atanasijevic (Serbia) opposto, Ngapeth (Francia) e Kubiak (Polonia) schiacciatori di banda, Holt (USA) e Lisinac (Serbia) centrali e Zatorski (Polonia) libero. 

Si chiude con un quinto posto l’avventura per l’Italia. I ragazzi azzurri rientreranno lunedì in Italia e avranno qualche giorno di riposo prima di riprendere a lavorare in ritiro a Cavalese (TN) in vista dell’importantissimo appuntamento che è la World Cup, che mette in palio due pass per le Olimpiadi del 2016, di settembre.

Stay Tuned e #ForzAzzurri!