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La Laguna Rosa di Torrevieja

Durante la lezione di Intercultural Communication si chiacchera sempre con i compagni Erasmus. Nel weekend, quando non si ha lezione, si programma sempre qualche road trip. Qualunque meta Erasmus si scelga si è sempre alla ricerca di posti nuovi da visitare. La mia coinquilina, ormai grande amica, mi aveva parlato di questo posto perché era nella sua to do list dei luoghi da visitare in Spagna. Quando il compagno olandese, che si è spinto in Erasmus fino a Gandìa una piccola città della Costa Blanca vicino a Valencia in macchina, ti chiede se conosci qualche posto da proporre per una gitarella di un giorno colgo subito l’occasione nel proporre la Laguna Rosa di Torrevieja.


La sera ci incontriamo anche con gli altri compagni per una birra, un po’ di musica sulla spiaggia e definiamo le ultime cose. La mattina dopo ci mettiamo sulla strada. Gli spostamenti in autobus sono molto complicati in Spagna, i collegamenti sono pochi e lenti. Il mezzo più comodo e veloce è sicuramente l’auto. Consiglio, inoltre, di portare panini e qualche cibaria perché intorno a questo luogo non ci sono bar o piccoli chiringuitos dove si possa trovare ristoro. L’ingresso alla laguna è completamente gratuito. Dopo 2 ore di auto arriviamo finalmente passando per una piccola stradina alla laguna e lasciamo le macchine. Il sentiero è selvaggio c’è un po’ di sabbia intorno alla laguna ma più ci si avvicina e la strada diventa fangosa. 


Superato questo piccolo ostacolo poggerete i piedi direttamente sul sale. Un’emozione unica, che brucia un pochino a dire la verità, ma il riflesso del sole sull’acqua offre un paesaggio unico e irripetibile, dal colore completamente rosa. Una vera Spa all’aperto. 
Essendo settembre e indossando pantaloncini e maniche corte non esitiamo a cospargerci di sale ovunque sul corpo, tranne che sul viso ovviamente. Anche l’aria è pulita c’è sempre un po’ di vento essendo vicini al mare. 


La Laguna Rosa ospita una combinazione di sali minerali che creano uno dei microclimi più particolari del mondo, donandole il tipico colore rosa. Le sue acque, che non superano il metro di profondità, hanno un’alta densità di sale che permette di sdraiarsi e restare a galla. Inoltre, l’acqua che evapora è ricca di sali minerali e iodio, in grado di rigenerare l’apparato respiratorio. A conclusione di questo percorso Spa interamente naturale, troviamo appunto il bagno di fango: sul fondale della laguna, anziché sabbia, troverete del fango nero che, se cosparso sul corpo, purifica e rende più morbida la pelle e garantisce benefici ai muscoli e alle articolazioni. 


Lungo la strada per il ritorno verso casa, a Gandìa, decidiamo di fermarci non nelle città più popolari della Costa Blanca come Benidorm o Alicante ma in un’altra piccola città molto turistica e un po’ più tranquilla, Denìa.Parcheggiamo vicino al molo, lungo questo si svolge anche la vita giovane di Denia, alcuni edifici ospitano locali e bar affacciati sul mare che godono di un panorama suggestivo.La città offre molti scorci, succede spesso, gironzolando per le vie e per le piazze, di incappare in un angolo che colpisce dandovi la sensazione di essere quasi su un set televisivo o in un quadro dalle sfumature mozzafiato. In alto sulla collina affacciata sul mare si erge il Castillo, un’antica roccaforte costruita dai mori sulle rovine di edifici precedenti. 
La città è il luogo giusto dove passare qualche ora in compagnia di un buon gelato o una cerveza, dopo una calda giornata passata in viaggio con gli amici. Ma in generale l’aria che si respira sulle coste mediterranee della Spagna è un’aria di festa e benessere.


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foto di Irene Fascio