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Lezione di yoga in notturna al Castello di Rivoli e intervista a Federica Gazzano

Lavinia Crivellari per redazione Post Spritzum

Yoga e meditazione al piazzale del Castello di Rivoli il giorno del solstizio d’estate con la luna piena: e quando avrei mai riavuto l’occasione?
Ne ho subito approfittato e ho partecipato alla lezione serale, l’ultima di una lunga serie di eventi tutti dedicati allo Yoga che si sono svolti in giornata in collaborazione col Museo d’Arte Contemporanea della nostra città.
Federica Gazzano, insegnante di yoga presso lo Studio Kailash di Rivoli, ha immerso i numerosi partecipanti, più o meno esperti, nello spirito di questa affascinante disciplina, regalando un’ora di relax e di meditazione accompagnate dalla melodia di uno strumento musicale chiamato Sitar.


Lo yoga proposto da Federica si è incentrato sulla scoperta di noi stessi: sotto il cielo stellato ci è stato chiesto di collegare il nostro cuore con la Luna e di rivelarle di cosa avessimo bisogno in quel momento della nostra vita. E’molto importante sapersi interrogare, perché si tratta di un momento che dedichiamo completamente alla nostra persona: siamo abituati a vivere sempre sotto la luce del Sole, sottovalutando invece l’importanza della Luna, che è il simbolo della non violenza, della creatività e del nostro intuito.

Dunque, lo yoga richiede onestà verso noi stessi, punta a liberare gli aspetti più profondi del nostro io, che siano quelli belli o quelli brutti. E’ una pratica che permette di far emergere, esplorare e amare la parte meno piacevole e più nascosta del nostro essere e più riusciremo ad includerla , più staremo bene con noi stessi.

Incuriosita da questi discorsi, ho deciso di intervistare Federica e di farle qualche domanda per scoprire in che modo si fosse avvicinata a questa disciplina.  

Che cos’è lo Yoga e che cos’è per lei lo Yoga?

Seguo lo Yoga da quando avevo 17 anni e non c’erano scuole: esisteva solo un libro che ne parlava e che era stato tradotto in italiano. Ad un certo punto ho deciso di partire per l’India, luogo in cui era stato scritto questo libro, e mi ha incuriosito il fatto che la gente fosse molto felice e avesse un atteggiamento particolare nei confronti della vita, nonostante fossero molto poveri. 
Così ho cominciato a studiare questa filosofia di vita che è in grado di entrare in profondo contatto con la natura: quest’ultima qualcuno la chiama Dio, qualcuno la chiama il Creato, ma è sempre e comunque la prima fonte di vita. Gli indiani vogliono scoprire cosa ci sia dietro allo scoppio del Big bang, per loro traducibile con il suono “Om”, e analizzare all’interno di ciò che gli scienziati chiamano “vuoto cosmico”. Dunque lo yoga è una pratica molto profonda tesa ad esplorare la natura e la sua formazione.

Vista la grande entità di questa disciplina, quali sono i benefici che riscontriamo a livello psico-fisico?

Tutto ciò che è stato scritto sullo yoga è stato sperimentato dalle persone, quindi i benefici sono stati realmente dimostrati: fa star bene il corpo perché ci si ammala di meno, inoltre facilita il ricambio cellulare
Dal punto di vista emotivo permette di gestire le emozioni, sia belle che brutte e consente di affrontarle al meglio; di conseguenza stai bene anche a livello mentale perché sai fare spazio e rilassarti quando devi prendere una decisione.                                             È una filosofia che sa prendere tutto il nostro intero essere: corpo, mente, emozioni e spirito. 

Una curiosità: ha fatto dello yoga il suo lavoro oppure lo insegna occasionalmente per coltivare la sua passione?

Per trent’anni ho accompagnato turisti in vacanza e praticavo Yoga per conto mio. Con il turismo di massa è cambiato tutto: i turisti erano molto più interessati agli alberghi, alle foto e ai negozi piuttosto che alla storia dei popoli locali, ho quindi interrotto questo lavoro e sono andata un anno in Oriente per cercare di liberare la mente. Dopodiché ho cominciato a studiare e pian piano è diventata una professione.

Invece che consigli darebbe a chi si volesse avvicinare allo Yoga?

Innanzitutto consiglio di frequentare le lezioni per almeno tre mesi. La cosa difficile nella vita, come diceva Gandhi, è far sì che le esperienze passino nei pori della pelle e tutto questo richiede del tempo. Dunque, cercate un insegnante qualificato e che abbia esperienza, in modo tale che vi possa guidare al meglio in questo percorso.
 Bisogna anche considerare che ci sono diversi tipi di yoga: c’è quello più dinamico, quello più meditativo e quello più tranquillo; l’importante è non mischiare mai l’esercizio fisico con la meditazione, come purtroppo sta accadendo ultimamente. Personalmente suggerisco di fare da una parte movimento fisico e dall’altra di fermarsi e fare ginnastica della mente

Come mai la scelta è ricaduta sul Castello di Rivoli, ma soprattutto, avremo l’occasione di rifare yoga sotto le stelle con vista su Torino?

Quando sono arrivata a Rivoli avevo 6 anni e mi è rimasta impressa l’immagine di questo castello: era un edificio disabitato e in rovina in cui venivano ospitati gli immigrati perché non c’erano ancora le case popolari...Mi ricordo persino i panni stesi fuori. Dopo anni e anni di viaggi sono tornata qui e mi son detta: “Voglio fare qualcosa al Castello di Rivoli”.                                             Ho già avuto modo di fare altre lezioni qui in passato e credo che si tratti di un posto speciale; se seguite la mia pagina su Facebook e vi iscrivete alla newsletter, potrete sempre rimanere aggiornati sui prossimi eventi

A tal proposito, vi riporto il sito e la pagina di Federica Gazzano per scoprire i prossimi eventi e per provare questa meravigliosa disciplina.

SPAZIO KAILASH 
Studio di Yoga 
Federica Gazzano



Fonti immagine:
-rete.comuni-italiani.it, foto di maxaimone