Buon 2562!

Di Stefano Rolfo per redazione Post Spritzum

Ad aprile, quando il sole transita sulla costellazione dell’Ariete, primo segno zodiacale per l’astrologia siderale, che si basa non sui cicli stagionali terresti bensì sulla posizione delle stelle fisse, in Thailandia, Laos, Cambogia, Birmania, Sri Lanka e Cina sud-occidentale si festeggia il Capodanno buddhista: il Songkran.

Il cerimoniale, tramandato nel corso dei secoli, viene celebrato nei templi buddhisti: si donano vivande ai monaci, si prega e si versa dell’acqua sulle statue del Buddha. Il rituale prosegue recandosi verso la casa dei componenti più anziani delle famiglie per pregare ed eseguire altri riti sacrali, bagnando con riverenza i palmi delle mani, le spalle e la testa dei genitori nel tentativo di far scivolare via la sfortuna dell’anno appena concluso.


Dalla metà del secolo scorso circa, vengono eseguite in Thailandia le prime celebrazioni pubbliche, caratterizzate da divertenti lotte in ogni angolo di qualsiasi villaggio e città.
Tutti i popoli buddhisti, sopraffatti dall’afa del periodo più torrido dell’anno, da parecchi decenni hanno trasformato un’antica tradizione in una giocosa attività per celebrare l’avvento del nuovo anno: attualmente il 2562.
Recentemente in Cambogia si eseguono cerimonie caratterizzate da danze, spettacoli e concerti all’interno dello storico ed ammaliante complesso architettonico eretto durante l’epoca più fiorente dell’impero Khmer: il tempio di Angkor Wat.

Quello che accade per tre giorni consecutivi si discosta dalle celebrazioni occidentali riguardanti qualsiasi festività cristiana; sulle strade si riversano folle armate di secchi, barili ed armi giocattolo ricolme d’acqua.
Che si tratti di anziani, bambini, forze dell’ordine, ogni persona partecipa alle amichevoli guerriglie nelle quali tutto è concesso. Brindando e gustando prelibatezze locali, si ricaricano le munizioni per affacciarsi sui marciapiedi fradici e continuare, fino al calar del sole, ad inondare ogni passante.

Nel 2016, o 2559, trascorsi questo periodo di festività in Laos dove potei utilizzare, per gentile concessione di una famiglia di autoctoni, la loro schiera di armamenti posizionati nel baule di un Suv. Tra fiumi d’acqua e birra ballammo a ritmo di musiche locali. Nell’allegria generale, i miei compagni di squadra si fermarono di fianco al carretto di un venditore ambulante, intento a vendere uova di quaglia con il feto quasi del tutto formato. A causa della loro gentilezza non potei rifiutare e venni così invitato a mangiarne un paio.
Partecipando a queste usanze autoctone si può ancor più facilmente entrare in contatto con la realtà locale, condividendo emozioni che pervadono ogni essere umano.


Se intenzionati a recarsi nel sud-est asiatico nella stagione primaverile, il Songkran va assolutamente vissuto. La genuinità e la bellezza di un evento così ilare, infonderà la spensieratezza e la gioia nel tornare bambini per qualche giorno.

Shake Your Mind!




Fonti:
Astrologia siderale - wikipedia:


Angkor Wat Songkran - phnompenhpost

FOTO: di Stefano Rolfo

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丽丹 雷 da Pixabay">Foto copertina pixabay  丽丹 雷 da Pixabay