Colle del Lys, Il Numero Uno

Forza dell’abitudine. È il motivo per cui comincerò questo pezzo con un paragone fumettistico (sì, la sezione fumetti è mia). Paperon de’ Paperoni, il papero Disney più ricco del mondo, non è avaro: è semplicemente affezionato ad ogni sua singola moneta perché ogni sua singola moneta gli ricorda un’impresa, un’intuizione, un qualcosa che gli è riuscito. E il Colle del Lys è, per il sottoscritto, un po’ come per questo personaggio la Numero Uno, ovvero la prima moneta guadagnata, prima e più grande soddisfazione.


  Cosa ricorda, a me, il Lys? Innanzitutto, il primo giro in moto fatto da solo. È semplice arrivarvi e, in poco tempo, si è circondati da un paesaggio montano e selvaggio. Ed è comunque un rilievo di tutto rispetto, con i suoi 1.300 metri di altitudine. Certo non è l’Iseran -chi va in moto sa di cosa parlo- ma nemmeno quella moltitudine di collinette che, verso il mare, ti spacciano per monti. Ricordo di essermi comunque riuscito a perdere, in quel mio primo giro in solitaria: uscendo dalla tangenziale ad Avigliana c’è un incrocio di strade che ti confonde, ma una volta che capisci come funziona va tutto liscio come l’olio.

  E poi il Lys ha un po’ di tutto. I verdeggianti pendii primaverili, quando più che guidare un mezzo ti sembra di pascolare; la frizzantina aria estiva, quando giù in pianura si crepa di caldo; la nebbia autunnale, quando l’andare in moto diventa pian piano roba per pochi. E poi un bel panorama verso il torinese e oltre che ti fa sentire padrone del mondo e ti fa riflettere, ma anche boschi incantati e rocce ricche di storia -è una zona cruciale della Resistenza piemontese, il Lys. C’è una parte tranquilla, la vallata di Rubiana, che attraversa graziosi paesi e porta rapidamente alla meta; c’è anche una parte avventurosa, la vallata di Viù, con strade che prima ti nascondono insidie ad ogni angolo e poi ti invitano a pieghe al limite tra rustiche casette sparpagliate, con curve ampie dalle parti di Germagnano.

  Mi sono tenuto per ultimo la versione invernale. Il Lys è uno di quei passi che rimane aperto tutto l’anno. Ed è proprio quando arriva la neve che la faccenda si fa personale. Le strade vengono tenute pulite perché i turisti brulicano, ma il freddo c’è ed è spesso pungente; la vallata di Viù è dimenticata dal sole, così puoi trovare tranquillamente neve e gelo da novembre a marzo e tetti imbiancati quando altrove il clima è quasi primaverile. Ma la moto in mezzo alla neve si diverte, un po’ come i tanti bambini col bob o i ragazzi di un po’ tutte le età che non rinunciano ad una scivolata: freddo e spirito di avventura rendono il caffè più buono.

  Non riesco a trattare il Lys come un semplice colle. Dite a zio Paperone che la Numero Uno è solo una semplice moneta: vi caccia via a pedate.  

 Shake Your Mind!    



FONTE IMMAGINI:

1) Movieplayer.it
2) foto personale