Elogio del fallimento

Vi è mai capitato di assistere impotenti a un vostro fallimento? Ve ne state lì seduti sulla poltrona della vita, un po’ come al cinema, e guardate il bel lavoro che avete fatto, circondati da storcere di nasi e mormorii di disappunto. Quella cosa dentro di voi che chiamano “fiducia in se stessi” si spacca in mille pezzi, esattamente nel modo in cui proprio l’altro ieri avete rotto quel bicchiere comprato nell’ultimo viaggio –sì, quello a cui tenevate tanto. Vorreste far sapere a tutti quei nasi storti e a tutte quelle boccacce che non smettono di blaterare quante ore tolte al sonno, quanto lavoro, avete dedicato a quella cosa che stanno ridicolizzando. Ma nulla, è il risultato che conta, la meta, altro che il percorso! Eravate in bilico su una pozza di fango, avete perso l’equilibrio e -puff!- giù nel fango. Bisogna tirarsi fuori da quel fango. Vi ha rovinato l’abito bello, quel fango, l’abito che pensavate vi avrebbe accompagnato al successo. Guardatelo, tutto inzaccherato. Ridete, se potete, ché le cadute diventano più leggere se saprete farvene beffa. Poi però su in piedi, e si ricomincia. Perché la vita è progetto: è proprio quando smettete di gettarvi sul futuro, che la vita si ferma, finisce, smette di avere importanza.



 Andare in moto non è poi tanto diverso. Ti compri il casco coi disegni spettacolari, la tuta in pelle che ti riscalderebbe anche al Polo Nord, lo stivale ultimo modello super-resistente, e via si parte, “verso l’infinito e oltre!”, come diceva qualcuno. Ma, un bel giorno, una manciata di ghiaietta inaspettata in piena curva, un ramo sporgente al lato della strada, una staccata appena appena esagerata e sei per terra, a funghi. È dura tornare in sella. Possiamo fare i coraggiosi quanto vogliamo, non ti fidi più di niente: non ti fidi più della moto, non ti fidi più della strada, non ti fidi più di te. Poi ricordi la sensazione inebriante del vento, il borbottio del motore come unica e rassicurante melodia in una landa desolata, quel momento in cui abbassi la visiera e senti di potere tutto, di non avere confini.
 Ecco, torni in sella. Perché è girando la manopola della creatività e del gas, che la vita va avanti.

Shake Your Mind!



FONTE IMMAGINI:

Copertina) Foto personale dal numero 102 del mensile Riders
              1) Retemedia.it