Elogio molto casuale ma anche un po' filosofico all'amico Autogrill

Vi è mai capitato di viaggiare in autostrada di notte? Quando cielo e asfalto si confondono e le luci conducono in un vero e proprio tour psichedelico? Bene, in auto non è male, magari con un bel sottofondo musicale. In moto, invece, è pessimo.

  Pessimo perché anche in piena estate l’aria è frizzantina. Chiedere per conferma al sottoscritto. Prime settimane di agosto, stavo andando giù a Riccione non tanto per la movida quanto per farmi qualche giorno di due ruote tra Emilia e Toscana. Partenza in notturna per arrivare “fresco e riposato” con il sole appena sorto e potermi già fare qualche giretto nel pomeriggio. Bene, autostrada nei pressi di Asti, temporale da poco terminato. Di acqua non ne ho beccata, ma tre strati più doppio giubbotto e tuta antipioggia non erano bastati a non farmi entrare il freddo nelle ossa: un inferno (sapevate che il centro dell’inferno, nella Commedia di Dante, non è di fuoco ma di ghiaccio?) che sembrava non terminare mai. Ad un certo punto eccola lì, la luce fuori dal tunnel. Una luce sotto forma di celestiale e gigante “A” bianca contornata di rosso.


  Una lunga, lunga premessa per spiegare perché senza una ragione specifica decido di scrivere un elogio agli Autogrill. La simpatia per quei luoghi in verità ce l’ho un po’ da sempre -da piccolo, in auto con papà, mi facevo sempre svegliare quando in autostrada scendeva per un caffè- ma da quando vado in moto rappresentano delle vere e proprie oasi nel deserto. Deserti non di sabbia ma di volta in volta diversi: di acqua (piovana), di stanchezza, di solitudine. Attenzione, non ho detto stazioni di servizio, ma proprio Autogrill. Che è il nome proprio di quello che è diventato uno dei più importanti operatori al mondo nei servizi di ristorazione per il viaggiatore. È un nome rassicurante, che compare quando ormai hai perso le speranze sopra casupole a volte modeste e a volte ambiziose.


  Un Autogrill è un incrocio di storie, un posto fuori dal tempo in cui non esiste notte, giorno, giorni festivi, giorni feriali. Un microcosmo salvifico, un rifugio amico, dove in piena estate può capitarti di trovare una confezione di cioccolatini natalizia senza troppi problemi. È che per un motociclista, specialmente se motociclista di piccole cilindrate, l’autostrada è troppo grande, troppo immensa. Un Autogrill è l’abbraccio di cui, di tanto in tanto, il cavaliere a due ruote ha bisogno. Grazie, Autogrill.

  Shake Your Mind!    



FONTE IMMAGINI:

1) foto personale
2) andreasecci.it