Ho guardato nella marmitta e non ho trovato sentimenti: solo gas di scarico

Ogni anno la stessa storia. Io sono la volpe, San Valentino l’uva. Nel senso che non trovo un rapporto soddisfacente di coppia nemmeno per sbaglio. E allora “che schifo l’esclusivamente consumistico 14 di febbraio”? Non proprio. O meglio: datevi i bacetti, io me ne vado in moto.

  Noi motociclisti single -ma anche voi accoppiati, dite la verità- tendiamo a credere che la nostra due ruote ci ami. La accarezziamo appena aperto il garage, manco quella venisse e ci facesse le feste. Le ripetiamo quanto è bella. Cerchiamo di non offenderla: una volta mi son fatto prestare una Kawasaki 250 per un giretto sterrato, temevo di trovarmela carte in mano, a chiedere a gran voce il divorzio. Vabbè, che poi il discorso del trattarla bene ha anche un senso: spararla a 140 all’ora in autostrada e pensare che non scoppi qualche giorno dopo, vuol dire essere ingenui.

 Il fatto è che la moto non ci ama. Ama la velocità e l’avventura, nasce per quello. Non per volerci bene. Nasce per sporcarsi, per prendere qualche colpo, per vantare questa e quella ammaccatura come trofei. Per far rivivere qualcun altro, piuttosto che ammuffire in una cantina polverosa. Siamo noi ad amare lei, quando dovremmo amare il percorso che facciamo con lei, piuttosto. Compagni di avventura, non un unico essere. Tra l’altro non è che con l’amore, quello vero tra esseri umani, dovrebbe risultare poi tanto diverso. A volte, quando giro da solo e mi capita di arrivare in qualche posto tranquillo, di quelli dai quali hai un’ampia e sconfinata visuale, la metto sul cavalletto e mi accovaccio vicino a lei. Sento i ticchettii dei materiali che si dilatano, guardo il motore da vicino, le sospensioni, i raggi sporchi di grasso. No, non mi parla: si sta godendo il panorama.

 E allora, tempo permettendo, il 14 febbraio mi faccio un giro in moto. Queste cose però le racconto qui. Tanto lei vuole viaggiare, mica mi ascolta.
 

Shake Your Mind!



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1) Pinterest.com