In viaggio attraverso le sfumature dall’anima

Di Stefano Rolfo per redazione Post Spritzum

Viaggiando si collezionano chilometri, una miriade di esperienze, incontri che riempiono l’anima lasciando ricordi indelebili che segnano per sempre il percorso di ogni individuo.
Durante un lungo periodo sulla strada, privato di carte di credito (ne avevo 2, entrambe finite mangiate dai bancomat),  senza mappe, cellulare, o qualsiasi altro mezzo di comunicazione, è facile affondare costantemente in pensieri limitanti, dubbi e domande su ciò che si sta compiendo.
Guidando una moto da 200$ in un paese asiatico caratterizzato da una guida sregolata, il connubio di situazioni snervanti può insegnare tanto per quanto concerne la pazienza e l’accettazione di fattori incontrollabili.
Lasciar andare rabbia e futili frustrazioni alleggerisce la mente rinvigorendo lo spirito.
Comprendendo che nella vita ci sono elementi ingovernabili, ci si trova a dover fare una scelta: continuare a piangersi addosso oppure accettare gli avvenimenti ed agire per il cambiamento.

Lasciando alle spalle una città di 8 milioni di abitanti, Hanoi, si raggiunge la regione di Ha Giang, ricolma di montagne dalle vette torreggianti su nuvole tropicali, venendo avvolti dalla leggerezza e dalla libertà emanata da una natura così esotica.


Cavalcando una moto malandata, costretta a cambiare dalla seconda alla quarta marcia, ho viaggiato attraverso le nuvole inconsapevole di ciò che si sarebbe celato oltre la foschia. In trepida attesa di scoprire quale altro evento si sarebbe presentato su un percorso tortuoso caratterizzato dalla continua pioggia, riemersi dal velo di misteriosità per avvistare tribù, piccole baracche e risaie spioventi su una valle incantata dimenticata dalla civiltà.
Con occhi increduli ammirai i monti dalle vette tondeggianti che, separati da un fiume a fondovalle, delimitano il Vietnam dalla Cina. Nell’immobilità di un luogo perso nel tempo, segnato dall’astio di due popoli così vicini ma così lontani, la quiete dona alla mente un senso di beatitudine in grado di far dimenticare ogni piccolezza della vita mondana.


Immerso nella pace è facile comprendere come il paradiso circostante possa esser mostrato all’inquieta mente umana, costantemente alla ricerca di complicazioni.
Una volta trascorsi periodi di semi digiuno, caratterizzati da misere razioni di frutta, essendosi posti un’infinità di domande, si comprende che c’è una sottile linea che separa la ricchezza dalla povertà. Meno cose si possiedono, più si apprezza il poco che riempie la vita donando tutto a chi sa trovare uno stato mentale di contentezza; più si possiede e maggiori sono gli stimoli esterni per continuare l’ingordigia della vita moderna, impoverendo sempre di più la propria interiorità.
Di fronte ai sorrisi conferiti dalle tribù autoctone ci si spoglia della mentalità vergognosa dell’uomo bianco, intento sempre ad agire per un profitto, diventando così  liberi per la prima volta nella vita.


La forma data al proprio pensiero ci rende artefici del nostro destino; il paradiso è sempre a portata di mano, ma la facilità con la quale ci si invischia in pensieri infernali ci rende succubi di una realtà plasmata dai limiti interiori.

Shake Your Mind!