Una vita da primi chilometri

“Che tu possa vivere da primi chilometri” è sicuramente un augurio strano, eppure probabilmente è uno dei più belli che si possa immaginare. Perché i primi chilometri di un giro in moto sono quelli della sorpresa, quelli che dietro la visiera ti fanno stupire di tutto ciò che ti circonda, che sia una montagna in lontananza o un prato verde o una graziosa casetta con il comignolo fumante.
I primi chilometri di un giro in moto sono quelli ricchi di aspettative, quelli dove tutto sembra possibile, perché potresti imboccare l’autostrada e andare dall’altra parte del mondo. Non c’è ancora la stanchezza, non c’è ancora la delusione per un itinerario sbagliato, non c’è la rabbia per un ingorgo o una deviazione inaspettata e non voluta. Tutto sembra un po’ più bello e luminoso. Ho notato come in questi momenti non ci si perde ancora nei propri pensieri, la mente è attenta a registrare tutto quello che accade, come a voler custodire quel nuovo tesoro. Ci si sente vivi. Oserei dire che è per questa sensazione che si va in moto, per volerla ripetere e rivivere ancora e ancora, ogni volta. E ogni volta si ripete, come se fosse la prima.


Riflettevamo, qualche articolo fa, che stiamo parlando di uno stato mentale, non di un qualche elemento oggettivo. Viene da dentro, non da fuori. Cambia forse qualcosa? È anzi l’ulteriore conferma di quanto l’esperienza motociclistica sia qualcosa di profondo. È la stessa sensazione di quando si comincia un progetto, quando la mente è proiettata verso il futuro. Quando la strada è tutta da scrivere e l’unica certezza è che il viaggio, in ogni caso, è iniziato. L’essere umano non è fatto per vivere qui e ora, appiattito in un eterno presente. Siamo creature narranti, tendenti a creare e ricreare narrazioni che diano significato. Allacciato il casco, ingranata la prima, spalancata la manopola del gas ci stiamo tuffando nell’ignoto. Nel regno della fantasia, dove tutto è possibile. Chi può sapere cosa ci sarà oltre quella curva? Altro asfalto o forse un mondo magico? Il bello è che non puoi mai saperlo preventivamente, devi proseguire per scoprirlo.


Augurare a qualcuno una vita da primi chilometri vuole dire invitarlo ad aprire la mente. Vuole dire che ti auguro di continuare a meravigliarti delle cose, perché solo chi sorge il lato bello di ogni cosa, la luce dopo la tempesta, può dire di aver veramente vissuto. Cerchiamo il Bello -sì, con la B maiuscola- da sopra una motocicletta: a volte lo troviamo, a volte no, a volte riusciamo a descriverlo e altre volte non troviamo le parole. Però continuiamo a cercarlo, e questo è importante.

Shake Your Mind!






FONTE IMMAGINI: foto personali