Scarpe

Vita complessa, quella delle scarpe da ginnastica. Ci pensavo uno di questi giorni contemplando il mio paio, sottoposto ad un buon mese di animazione da centri estivi. Non un bello spettacolo. Eppure le ammaccature, i buchi, i graffi potrebbero raccontare delle storie,testimoniando così di aver vissuto, di aver fatto cose. È il fascino del vintage, direbbe qualcuno.


Potrei anche continuare con questa roba delle scarpe, ma in fondo siamo in una rubrica motociclistica, e allora ecco il parallelismo: con le due ruote funziona tutto alla stessa maniera. Qualche giorno fa il sottoscritto si ritrovava ad affrontare un po’ di pieghe alla Serra di Ivrea, un buon posto dove incontrare motociclisti di ogni risma, matti al punto giusto. Ad un certo punto, rumore metallico: perdo un tappino del manubrio. Niente di essenziale, mi hanno assicurato. Ma a quanto pare una nuova cicatrice per il valoroso destriero, compagno di tante avventure. C’è chi uscirebbe di senno, gente di quei gruppi che non escono di casa se la moto non è lucida come uno specchio, quasi fosse una specie di soprammobile.

 
Ovvio che ci sono esagerazioni sia da un lato che dall’altro. Perché ho visto gente con calzature che di calzatura avevano solo più il nome, così come motociclisti a bordo di cassonetti dell’immondizia. Se non ci cammini sopra, una scarpa rimane immacolata. Ma, appunto, non ci hai camminato sopra: e allora a cosa è servita? Forse quel tappino al mio Suzuki non lo rimetto più, mi ricorderà la sensazione di essere a casa che ho provato scorgendo tutte quelle moto ben schierate su alla Serra, magari diventerà un bell’aneddoto da raccontare in giro. E tutto grazie ad una riflessione più o meno casuale attorno ad un paio di scarpe da ginnastica.

Shake Your Mind!



FONTE IMMAGINI: foto personale