Una moto, cinque sensi

Cronaca di un normalissimo giretto domenicale al Colle Braida, sopra Avigliana (Sacra di San Michele, per intenderci). Non fosse che, tra una curva rocciosa e uno scorcio di splendida veduta sui due laghi, mi viene in mente un pensierino: ma la moto, oltre ad essere esperienza visiva, può essere anche altro? Nel senso che naso, mani, bocca e orecchie hanno un ruolo, sulla dueruote? Ho provato a tenerne conto.


E allora partiamo dalle dieci dita, belle formicolanti e cariche di energia ad ogni conclusione di un giro. È la finta pelle dei guanti, morbida e liscia al tatto, a dare l’accordo iniziale. Il casco in testa può voler dire “tra poco parto” ma anche “tra poco sarei dovuto partire ma poi aspettiamo ancora un po’ ”: coi guanti addosso no, niente più scuse. E poi è grazie alle dita che possiamo celebrare il famoso “saluto del motociclista”: braccio in fuori, indice e medio bene in mostra (non solo il medio, altrimenti sono problemi), un cenno tra compagni di avventura che si incrociano, un “eccomi, ci sono anch’io”.


Un po’ tirata per i capelli, eh? Cogli altri sensi, giuro, viene meglio. Come capita con l’amaro del caffè della sosta, buffetto incoraggiante sulla guancia dello stanco pilota. C’è un baretto/ristorantino in cima alla Braida che, tra l’altro, fa proprio al caso nostro: le papille gustative ringraziano. Ma, ovviamente, è con olfatto e udito che iniziamo a parlare di cose serie.



Il solleticante aroma della benzina, il profumo di legna bruciata non appena si sale un po’ di quota, l’erba bagnata e i fiori: tutte cose semplici ma sincere. I distributori del carburante sanno sempre un po’ di papà e officina, ti danno una sicurezza che, se emanassero acqua di rose, non ci sarebbe. E poi gli odori sono sempre evocativi, e ti ricordi di quella prima volta in sella, da passeggero magari o anche solo da semplice spettatore. Il brontolio del motore ti coccola, il soffio del vento ti incoraggia, il mio canticchiare a squarciagola dentro il casco solitamente copre entrambi, ma mi ricorda piuttosto bene che sono lì coi miei pensieri, che mica devono sempre e per forza essere tristi o profondi.


Già, i pensieri. Che hanno trasformato un normalissimo giretto domenicale al Colle Braida, sopra Avigliana, in una specie di viaggio multisensoriale.

Shake Your Mind!



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foto personali