Saul

Saul realizzò di essere un uovo di Pasqua. La nuova prospettiva gli fece comprendere come mai Jimmy, il suo coinquilino, gli avesse appena fracassato la testa con un pugno, e ora si cibasse dei pezzi del suo corpo. Jimmy era in lacrime perché Kim, la fidanzata, l’aveva appena mollato. “O convivenza o niente!” aveva dichiarato con fierezza, poche ore prima. Lei aveva scelto niente. Lui, una valorosa ingozzata di cioccolato.

Certo, constatare che quel cioccolato fossero le proprie membra non contribuì a migliorare l’umore di Saul, il quale dovette però considerare come essere un uovo di Pasqua non fosse poi particolarmente negativo. Ecco perché non era mai riuscito a fare due passi all’aria aperta: la sua non era pigrizia, bensì semplice impossibilità naturale. Ecco perché non era mai riuscito a farsi passare una birra dagli amici di Jimmy, durante le feste che almeno una volta alla settimana il suo coinquilino organizzava: non era timido, bensì fisiologicamente incapace di emettere suoni articolati e non. E, infine, ecco perché Jimmy non calcolava mai le sue lunghe riflessioni sul senso della vita: era un fottuto uovo di Pasqua e, tendenzialmente, una persona sana di mente non scambia quattro chiacchiere con le uova di Pasqua. Saul, benché letteralmente a pezzi, si sentì sollevato. Sognava di diventare scrittore ma temeva di non esserne in grado: essere un oggetto inanimato, in un certo senso, abbassava le aspettative. Accanto a sé scorse, tutta avvolta in un sacchetto di plastica, una di quelle macchinine da montare con gli incastri di merda che di solito si trovano dentro le uova pasquali: ecco spiegato il blocco allo stomaco che aveva avvertito per giorni e giorni e che ora era magicamente scomparso.

Jimmy, singhiozzando, frugò dentro una borsa della spesa che aveva abbandonato contro la parete. “Non siamo fatti l’una per l’altro eh? E io che ti avevo anche preso un uovo! Chi me li ridà questi 15 euro?”, tirò fuori qualcosa e lanciò quel qualcosa contro la parete opposta. Quel qualcosa si schiantò e, a giudicare dallo scricchiolio al suo interno, si ruppe. Era un ovetto di Pasqua rosa e sensuale, che augurò a Jimmy parecchi incidenti più o meno gravi, senza probabilmente sospettare che lui non la potesse nemmeno sentire. Decisamente una buona giornata, realizzò Saul, scegliendo dal suo repertorio la frase più affabile possibile con cui attaccare bottone.


Shake Your Mind!