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Willie Peyote al Cap 10100, @Torino, 13 gennaio 2017

Venerdì 13, serata invernale e gelida e, per i più superstiziosi, ulteriore pretesto per rimanere a casa a scaldarsi con un tè...Ma non se al Cap 10100 di Torino si esibisce Willie Peyote, nome d’arte di Guglielmo Bruno, musicista classe ’85 che si definisce “nichilista, torinese e disoccupato, perché dire cantautore fa subito festa dell'Unità e dire rapper fa subito bimbominkia”.




Insomma, un artista insolito e dal linguaggio schietto e provocatorio, capace di raccogliere un pubblico vasto ed eterogeneo grazie al suo stile, che unisce il rap al cantautorato, accontentando anche chi non è un grande amante di questo genere.

La sua singolarità si può intuire dal fatto che si esibisca accompagnato da un’orchestra (la Sabauda Orchestra Precaria) e che la sua musica sia sempre ricca di contenutistorie da raccontare e anche realtà un po' scomode. Un esempio è il singolo “Io non sono razzista, ma…”, in cui commenta i classici stereotipi e modi di dire riferiti agli immigrati.




“Educazione Sabauda” è il titolo del suo ultimo album, titolo che racchiude l’essenza del disco e dell'autore stesso: “Sabaudo come la nebbia, come il senso del dovere. Sabaudo come Torino”.
Dunque, l’ultima tappa del tour non poteva che svolgersi nel suo amato capoluogo piemontese, tantoché son servite ben due date “sabaudamente sold out” per accontentare il pubblico, coinvolto in uno show frizzante e ricco di sorprese, a partire dai numerosi ospiti che hanno aperto il concerto e che hanno partecipato nel corso della serata.




Fra questi, riconosciamo musicisti come Dutch Nazari, dalla penna leggera ed elegante, definito da Willie come il suo “amico di sbronze” ed Ensi e Paolito, rapper altrettanto affermati nel panorama musicale italiano che hanno inciso con Peyote il singolo “Nessuno è il mio signore”.

La chicca della serata è stata Lodovico Guenzi, nonché membro della band indie “Lo Stato Sociale”, che ha accettato con piacere l’invito dell'artista torinese sul palco, nonostante la sua band sia stata simpaticamente presa in giro da Willie all'interno della canzone “Io non sono uguale”.




Quindi, posso fermamente dire che si stata una serata brillante e scoppiettante, in cui si sono alternati pezzi dal ritmo travolgente che han fatto ballare e cantare il pubblico, a intermezzi poetici e jazz, come la cover della canzone “Una sigaretta” di Fred Buscaglione (precisiamo, l'ha cantata soltanto perché voleva trovare un valido appiglio per fumarsene una).

Per concludere, vi lascio con dei versi che riassumono il tour e l’album del musicista: “L'educazione Sabauda va ben oltre gianduiotti e bagna cauda, è la causa del silenzio e del senso del dovere, della nausea e del senso di colpa che viene dopo il piacere".

Shake Your Mind!