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Mediatore familiare: chi è, cosa fa, come formarsi

Il mediatore familiare è una figura professionale sempre più richiesta nella società contemporanea, perché chiamata a gestire e risolvere dinamiche conflittuali che emergono all’interno delle famiglie. Dopo il Covid, le separazioni e i divorzi hanno ripreso a salire e, siccome la metà di questi casi riguardano coppie con figli minori, la percentuale di casi dannosi per bambini e adolescenti sale di molto. In questo delicato contesto si inserisce la figura del mediatore familiare, nata sul finire negli anni novanta e diventata oggi un ponte tra le persone. Da un’analisi del mercato del lavoro, il mediatore familiare è tra le professioni emergenti più richieste, che fino a qualche decennio fa non erano così al centro dell’attenzione. Per diventare mediatore familiare è però necessario seguire un percorso di formazione specifico e multidisciplinare e continuare a studiare e ad aggiornarsi nel tempo per restare al passo. Scopriamo chi è, cosa fa e qual è la formazione del mediatore familiare.

Chi è il mediatore familiare

Il mediatore familiare è un professionista neutrale e imparziale che, attraverso specifiche competenze e tecniche di comunicazione, aiuta le persone coinvolte in un conflitto a trovare soluzioni condivise e soddisfacenti. Opera principalmente in contesti familiari, durante le fasi di una separazione o di un divorzio o quando si scatenano dei contenziosi ed ha un ruolo molto importante per risolvere i problemi nati dalla presenza di bambini o adolescenti. A differenza di un giudice o di un avvocato, il mediatore familiare non emette sentenze ma facilita la comunicazione e la negoziazione tra le parti, aiutando i soggetti a ritrovare un terreno comune e risolvere le ostilità.

Cosa fa un mediatore familiare

Il mediatore familiare entra nelle dinamiche familiari e deve conoscerle molto bene per andare in fondo all’origine della controversia. Deve inoltre avere capacità di ascolto attivo per accogliere con competenza le esigenze e comprendere le emozioni delle parti coinvolte. Quando lavora con le persone affidategli deve restare neutrale nel trattare gli argomenti che vengono fuori e trovare soluzioni che mettano tutti d’accordo.

La formazione del mediatore familiare

La formazione del mediatore familiare prevede l’obbligo di possedere dei titoli iniziali, come  l’aver conseguito almeno la laurea triennale. Bisogna infatti avere una solida preparazione teorica e, con il tempo, associare continuo aggiornamento all’esperienza pratica. Deve inoltre conoscere tutte le normative giuridiche che afferiscono alla famiglia e alla mediazione. I percorsi di laurea consigliati sono giurisprudenza, psicologia, scienze della comunicazione, sociologia, pedagogia e scienze dell’educazione. Per iniziare a svolgere la professione è poi obbligatorio superare con un esame finale un corso di formazione riconosciuto di almeno 220 ore tra lezioni teorico-pratiche e pratica della professione.

Aggiornamenti e corsi post-laurea

La formazione del mediatore familiare non si esaurisce tuttavia con la laurea e la successiva abilitazione. Il consiglio è di iscriversi a un corso sulla mediazione familiare per completare le proprie conoscenze e acquisire maggiore dimestichezza con le attività che poi si andranno a svolgere. I master in questo settore sono disponibili anche online grazie alle università telematiche come l’Università Cusano. Oltre ai master, nel tempo è utile seguire dei corsi specifici di aggiornamento che possono riguardare ad esempio le novità normative in materia o nuovi approcci alla mediazione.